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'Sanità E-R: il rischio di commissariamento va scacciato non rimandato'

'Sanità E-R: il rischio di commissariamento va scacciato non rimandato'

Il consigliere regionale di Forza Italia Castaldini: 'Il pareggio di bilancio con un disavanzo di 400 milioni con l'invito a risparmiare richiede spiegazioni'


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'La medaglia mostrata dall’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini relativa alla chiusura in pareggio del bilancio 2022, e lo scongiurato rischio di commissariamento della sanità regionale nasconde un’altra faccia, quella che ha che fare con un disavanzo di 400 milioni e con l'invito dell'assessore alle aziende sanitarie a moderare la spesa sanitaria anche di personale'. Una altra faccia che dichiaratamente preoccupa il consigliere regionale di Forza Italia Valentina Castaldini, soprattutto in relazione alla mancanza di linee definite su cui basare il risparmio. Del resto non sono ancora stati pubblicati i bilanci preventivi delle aziende sanitarie, 'nonostante il termine di legge sia scaduto il 31/12/2022 - sottoliea Castaldini - e non sono state fornite alle aziende sanitarie indicazioni ufficiali sulla redazione dei bilanci preventivi 2023 né sulla riorganizzazione del personale dipendente'.

'L'assessore Donini ha poi dichiarato che in passato la Regione ha assunto tanto, e “ora il ritmo calerà”. Bene cosa ci sta dicendo l’assessore Raffaele Donini: che non verranno rinnovati i contratti a tempo determinato? Che per ogni pensionamento o dimissione non ci sarà nessuna assunzione?
Se gioire del pareggio di bilancio del 2022 - che va detto si è raggiunto non solo con risorse regionali ma con 207 milioni da Roma e con il rientro del pay-back (l’Emilia-Romagna ha ottenuto un rimborso di 170milioni di euro) - vuol dire aprire la strada a tempi più difficili io non ci sto.
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Anche perché credo che il disavanzo di 400 milioni di euro continui ad essere spia di un sistema che ha una falla da qualche parte ed è arrivato il momento di lavorare su questa falla.
Il buco di bilancio del 2022 è stato chiuso a fatica e le spese sono state giustificate con il Covid e il caro energia. Quello del 2023? Non ci sono più quelle spese a giustificare il disavanzo.
Vorrei ci fosse sincerità una volta per tutte il fantasma del commissariamento va scacciato, non rimandato di anno in anno' - conclude Castaldini.
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