Ma ecco - per dovere di cronaca - l'intervento integrale. L'Ordine degli Architetti della provincia di Modena ritiene senza dubbio che “Il progetto di restauro e riusodell'ex ospedale di Sant'Agostino” ?? rappresenti ?? “una valenza strategica per la città” l'avvio di un più vasto processo di rigenerazione che dovrebbe essere in grado di scrivere un progetto per il futuro prossimo, caratterizzato da pragmatismo e visione, scegliendo al contempo alcune priorità̀sulle quali investire le nostre energie e risorse.
Riteniamo sia di fondamentale importanza puntare ad opere di architettura che contribuiscano a creare beni comuni poiché ciò non produce solo specifici oggetti, ma anche una cultura che propone un modo diverso di socialità. Promuovere un’architettura bella e utile, che favorisce processi di identificazione e di promozione culturale: il bene comune diventa così anche fattore di connessione tra l’azione del pubblico e quella del privato.
Riteniamo che sia necessaria un’azione politica che renda concretamente realizzabile l’opera in tempi certi e possibilmente brevi, dopo il necessario processo di concertazione con la comunità, enti e associazioni, ma che al contempo la concertazione stessa non “prenda in ostaggio” l’opera pregiudicandone temporalmente le ricadute in termini di benefici per la città. Riteniamo che investire sulla qualità della rigenerazione delle grandi emergenze storico??monumentali della città, anche con il supporto delle grandi firme dell’architettura contemporanea, sia un’operazione di intelligente “marketing urbano” che rilancia l’attrattività del capoluogo e del suo territorio nei circuiti del turismo culturale delle città europee di medie dimensioni (si pensi al noto caso della città di Bilbao e gli effetti indotti dal progetto di F.O.
Dobbiamo considerarla un'occasione innovativa anche per acquisire il coraggio di immaginare e disegnare una visione della città, una vocazione, un progetto di largo respiro che possa indicare cosa potrà diventare la nostra realtà non tra cinque, ma almeno tra venti anni, “allungando” il respiro della politica, troppo spesso prigioniera della necessità di individuare obiettivi da raggiungere nell’arco di un mandato amministrativo, bensì trovare soluzioni a certe problematiche strategiche.
Siamo del parere che serva promuovere una nuova politica di tutela dei monumenti, dei beni architettonici e paesaggistici che tenga conto di nuovi paradigmi anche volti al miglior uso del suolo e di rigenerazione delle aree urbane, perseguendo l'obbiettivo non solo del confort abitativo ma anche dell'innovazione tecnologica e della necessità, improrogabile, del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale. Così come cambiano l'urbanistica e l'architettura, deve cambiare anche l'approccio alla tutela, valorizzando i principi di riuso dell'esistente e coniugando la tutela di edifici e paesaggi con le nuove esigenze della vita contemporanea.
Riteniamo imprescindibile che un progetto di recupero urbano ed architettonico di tale entità debba essere condotto in modo trasparente e condiviso, coinvolgendo la maggior parte dei portatori di interesse (pubblici e privati) sia nelle fasi di progettazione che di gestione, in
L'intervento di rigenerazione del Polo Sant'Agostino, che comprenderà anche il Palazzo dei Musei, del quale sono state recentemente avviate le opere di consolidamento e miglioramento sismico, oltre alla Chiesa, interessata da un imminente intervento di restauro, non potrà tralasciare la riqualificazione degli spazi di connessione, con particolare riferimento alla Piazza, che, si auspica, potrà essere oggetto di specifico Concorso di Progettazione aperto. Inoltre si ritiene di fondamentale importanza che il progetto nel suo insieme segua le linee del restauro
sostenibile applicando un protocollo di qualità (LEED?? GBC italia Historic Buildiling) in tutte le sue fasi. Abbiamo bisogno di elaborare nuove visioni, strategie e strumenti: dobbiamo farlo velocemente perché l’accelerazione del tempo della contemporaneità̀ fa sì che i fenomeni e i problemi si sviluppino molto rapidamente.
Come Baudelaire aveva previsto: “la forma d’una città cambia, ahimè, più in fretta del cuore di un mortale” Auspicando la positiva valutazione della presente memoria, si porgono cordiali saluti. Anna Allesina



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