Dopo la discussa approvazione della variante urbanistica a inizio giugno in Consiglio comunale, la firma più attesa per il maxi progetto del recupero del Sant'Agostino era quella dell'accordo di programma tra Ministero dei beni culturali, Provinica di Modena, Fondazione Crmo e Comune di Modena. Una firma che è arrivata il 28 giugno scorso in piazza Grande. In municipio si sono ritrovati il segretario regionale del Ministero Sabrina Magrini, il direttore genetale del Comune di Modena Pino Dieci, l'archietto Antonella Manicardi per la Provincia di Modena e il direttore generale della Fondazione Luigi Benedetti i quali hanno sottoscritto all'unanimità la proposta di 'Accordo di programma per la riqualificazione urbana (Pru) «Complesso dell'Ex Ospedale Sant'Agostino» in variante al Piano operativo comunale (Poc), variante al Piano strutturale comunale (Psc) e al Regolamento urbanistico edilizio (Rue)'.
Una firma a suo modo storica. Si tratta di un documento con ben 340 allegati che descrivono nei dettagli l'intervento da quasi 120 milioni di euro. Tante le curiosità (a partire dalle prime documentazioni relative alla certificazione del valore storico del complesso 700esco. Qui sotto, ad esempio, un documento del 1912 che ne attesta l'interesse.
Presenti anche nel progetto definitivo le vedute tardo-settecentesca su Largo S. Agostino, conservata alla Galleria d’Arte Medievale e Moderna di Modena, dove si osserva la presenza di ampie mostre ornamentali, che includono lapidi e stemmi.

E ancora il bilancio del tempo per le realizzazione del complesso dal quale emerge la consistente spesa (circa 2,5% sul totale) per “pozzi, fontane e agucchiature”, ossia per la dotazione idrica e per la sistemazione idraulica nonché, riteniamo, per la messa in asciutto dei cantieri durante la costruzione delle fondazioni, che devono perciò essere state eseguite a profondità tale da incontrare la falda. Lo stesso documento, oltre a precisare in 3.796.895 il numero totale dei mattoni di vario tipo impiegati (pietre, lambrecchie, tavelle, quadri, ecc.), per un costo pari al 17,5% del totale segnala un consistente uso di “gesso Barozzi” in quantità pari a circa un quarto della calce impiegata, fatto che ne fa presumere un uso molto diffuso.
I VINCOLI DELL'ACCORDO
Le questioni principali relative ai vincoli della riqualificazione sono state risolte con il parere dei Comitati tecnico-scientifici congiunti, richiesto dalla stessa Soprintendenza, che ha dichiarato ammissibile sia la copertura vetrata del cosiddetto Gran Cortile (per la sua “centralità funzionale e simbolica” e per i “limitati impatti sulle murature di appoggio e la reversibilità”) sia la Galleria Vetrata nel cortile del Pronto
Si legge infatti nel verbale dell'accordo: 'Il Comitato tecnico-scientifico per l'archeologia, il Comitato tecnico-scientifico per le belle arti, il Comitato tecnico-scientifico per il paesaggio, in seduta congiunta, con verbale n. 22 in data 19 febbraio 2018 hanno espresso parere il cui contenuto deve intendersi qui integralmente richiamato e trascritto, parere che conclude: 'i Comitati prendono atto che la cornice giuridico-amministrativa e culturale, in senso ampio, è coerente e definita. In tal senso è indubbio, altresì, il rilevante e significativo impegno posto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, insieme al Comune di Modena e agli organi periferici del Mibact per la promozione del Polo Culturale, sia sotto il profilo dei contenuti che intende sviluppare, sia sotto l'aspetto del meritorio impegno per il restauro e la riqualificazione del complesso di Sant'Agostino.

Da notare invece che: 'La Soprintendenza ABAP, con atto in data 20 marzo 2018 ha richiesto integrazioni afferenti i profili più propriamente edilizi dell'intervento, con riferimento alle demolizioni dell'ex Istituto Pediatrico e alla realizzabilità delle parti del progetto da eseguire nel sottosuolo, indicando modalità di intervento sulle giaciture che fossero eventualmente rinvenute. Il Segretario Regionale per l'Emilia Romagna, in qualità di Presidente della Commissione Regionale per il patrimonio culturale ha autorizzato parte delle demolizioni in progetto, comunicando i motivi ostativi alla totale demolizione degli immobili 'ex Istituto Pediatrico e Istituto Chimico Dermosifilopatico'.
IL PROGETTO
Nell’edificio Sant’Agostino si prevede, in particolare, la creazione di sale di lettura a servizio della Biblioteca Estense Universitaria e di depositi; la creazione di un’area dedicata all’immagine contemporanea con il trasferimento degli istituti della Fondazione Modena Arti visive (Fondazione Fotografia, Galleria civica e Museo della Figurina); la realizzazione di aree dedicate a nuovi progetti su Digital Humanities e Future Education Institute, rivolti prevalentemente ai giovani e con la possibilità di avvalersi del contributo dei diversi istituti culturali presenti nel Polo fornendo anche un utile supporto per migliorare le modalità di fruizione del patrimonio; la creazione di nuovi spazi per mostre temporanee con affaccio su Largo Sant’Agostino; la riqualificazione di spazi museali universitari e la creazione di nuovi spazi per la didattica; la realizzazione di servizi comuni per l’accoglienza, l’offerta ristorativa, aree per conferenze ed eventi.
LE OSSERVAZIONI
Entro il 10 settembre gli enti e le associazioni interessate, ed i singoli cittadini nei confronti dei quali le previsioni dell'accordo sono destinate a produrre effetti diretti, possono presentare osservazioni e proposte, le quali saranno valutate prima dell'approvazione definitiva. Le osservazioni in formato cartaceo, vanno inviate al Comune di Modena. Le osservazioni alla VAS devono essere inviate anche alla Provincia di Modena.Giuseppe Leonelli


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