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Sassuolo, no alla grande moschea ai 'quadrati': il centro-destra lancia una petizione pubblica

Sassuolo, no alla grande moschea ai 'quadrati': il centro-destra lancia una petizione pubblica

Gli esponenti di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e lista Macchioni criticano l'amministrazione PD per l'apertura al cambio di destinazione d'uso fatta all'associazione che ha acquistato gli spazi nel complesso a Braida


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Una campagna di informazione pubblica su quanto sta accadendo e una raccolta firme in banchetti presenti durante tutte le fiere d'ottobre, per dire alla realizzazione di una moschea del comparto urbano e commerciale I Quadrati.

Ad annunciarlo il centro-destra sassolese unito questa mattina in una conferenza stampa. Ad accendere la miccia, ad inizio estate, l'ipotesi dichiarata dalla giunta comunale guidata dal sindaco PD Mesini, in una risposta in consiglio comunale, di potere procedere con una variazione all'interno del Piano Urbanistico Generale per concedere ciò che oggi non è possibile concedere sulla base dei regolamenti e dalla normativa urbanistica vigente, ovvero destinare a luogo di culto un immobile da 2000 metri quadrati recentemente acquistati dall'Associazione islamica locale all'interno del comparto commerciale e di servizi denominato 'I quadrati'.

“Con la risposta all'interrogazione abbiamo scoperto che il Comune ha già avviato un dialogo e un’intesa con l’associazione islamica per trasferire la moschea da via Cavour ai locali appena acquistati ai ‘Quadrati’. Una decisione già presa, senza consultare i cittadini, e che impatta direttamente sul nuovo PUG, ancora in fase preliminare” - ha affermato Giuliano Zanni, coordinatore comunale FDI.
'Si tratta di un progetto che da quanto emerso dal sito dell'associazione è molto ambizioso, comportando un significativo ampliamento della superficie adibita a luogo di culto.
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“È un intervento enorme, con ricadute urbanistiche e sociali fortissime, eppure i sassolesi lo stanno scoprendo solo ora”.

Sharon Ruggeri, consigliere Lega, ha sollevato una questione territoriale: “Nel distretto ci sono comuni con la stessa dimensione demografica di Sassuolo, come Formigine. Pare che in quel comune la comunità islamica abbia già preso a riferimento per il futuro la partecipazione alle attività del centro di Sassuolo. Perché la moschea più grande del territorio dovrebbe nascere qui, in un quartiere già segnato da tensioni passate? Da parte dell'amministrazione comunale siamo di fronte ad una grave mancanza di ascolto istituzionale: Si sta dando voce solo a una parte della cittadinanza. Noi siamo qui per rappresentare tutti, ed è per questo che lanciamo questa raccolta firme: per dare parola a chi non è stato ascoltato”.

Claudia Severi, coordinatrice comunale di Forza Italia, ha criticato la scelta del comune su più punti: 'La moschea è una struttura ad alto impatto, non solo urbanistico ma anche sociale e politico. Il rischio è di creare una enclave culturale dove non valgono le regole della nostra costituzione, dove le pari opportunità tra uomo e donna non vengono rispettate.
Il tutto attraverso la variante nello strumento urbanistico che rischia di passare in sordina Ricordo bene, da amministratrice e da cittadina, cosa è successo in passato, ai tempi dell'amministrazione PD guidata da Pattuzzi: le donne in Burqa che vietammo una volta eletti alla guida del comune, i problemi legati al centro di culto islamico, arrivando a portare a Sassuolo frange integraliste chiamate da un evento che il sindaco concesse ma che poi fu obbligato a fermare. Non vogliamo ritornare a quegli anni. All'attuale sindaco chiediamo garanzie su finanziamenti, sicurezza, gestione interna, trasparenza e rispetto dei principi costituzionali, soprattutto in relazione alla parità di genere: Vogliamo sapere chi costruisce, chi gestisce, da dove arrivano i fondi. E vogliamo che ogni passaggio sia fatto alla luce del sole, non con corsie preferenziali”.

Francesco Macchioni, esponente e consigliere dell'omonima lista civica, ha ricordato come Sassuolo abbia una delle più alte presenze straniere del distretto: “Siamo oltre 6.000 cittadini stranieri su 41.000 abitanti, mentre comuni come Formigine ne hanno un terzo. Eppure, ancora una volta, ci ritroviamo a doverci fare carico di strutture e situazioni complesse come quelle già vissute e che rischino di ripresentarsi con tante più forza'.
Macchioni, titolare di un negozio, ha rilanciato l'importanza di firmare la petizione pubblica, mettendo a disposizione anche il proprio negozio in cui sostenere l'iniziativa anche al di fuori delle iniziative di piazza, durante le fiere d'ottobre.

Luca Caselli ex sindaco, ora capogruppo di Fratelli d'Italia, ha criticato duramente la decisione della giunta: “Se questo cambio verrà approvato nel PUG, sarà un salto indietro di vent’anni. Braida era un quartiere degradato, e tutti – destra e sinistra – abbiamo lavorato per risollevarlo. Oggi si rischia di tornare al punto di partenza, con un centro di culto enorme che attirerà centinaia di persone”.

Caselli ha parlato senza mezzi termini: “Il sindaco Mesini si è dimostrato troppo vicino alla comunità islamica. Crediamo che dietro questa scelta ci sia anche un calcolo elettorale: è impensabile che l’associazione abbia acquistato l’immobile senza precise rassicurazioni dall’amministrazione rispetto alla possibilità di trasformarlo in luogo di culto. Se è così, è politicamente gravissimo”.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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