'Mi sono già ampiamente espressa sullo scandalo Amo, che fa da apripista ad altri scandali non meno gravi, come quello della Fondazione di Modena. Su Amo, oltre ai ricambi degli amministratori, sembra che, malgrado qualche mal di pancia, si stia concludendo il percorso per il recupero dell’ammanco, salito a 582 mila euro, con la messa in moto da parte dell’amministratore Bosi delle azioni risarcitorie, estese anche ai due amministratori e ai due Direttori succedutisi dal 2019 al 2025. Oltre a quella diretta alla dipendente, presunta autore dell’ammanco, già avvenuta. Bene per procedere c’era bisogno che i soci Amo (Comuni della provincia) indicassero con voto all’amministratore la strada giuridica da seguire anche verso gli amministratori e i direttori per il recupero dell’ammanco a tutela dei cittadini. E questo è quanto avvenuto stamane nell’assemblea dei Soci Amo. Se ho ben capito per i due amministratori Burzacchini e Reggianini, che hanno accettato la conciliazione, per gli ammanchi riconducibili a loro si procederà con un accordo transattivo, mentre per i direttori, che hanno ricusato la conciliazione, verrà avviata un’azione di responsabilità'. A parlare è il consigliere comunale di ModenaxModena, Maria Grazia Modena.
'Se è così, la diversa procedura scelta per i politici rispetto ai tecnici ha un suono stonatissimo, protettivo della casta, anche perché la giustificazione, che i direttori hanno rifiutato la conciliazione diretta, è piuttosto debole.
Se l’hanno fatto bisognerebbe sapere il motivo, anche, perchè la parola conciliazione non mi sembra adatta al caso. Qui si tratta di recuperare 582 mila euro o quello che resterà dopo aver detratto il valore delle biciclette e dei lampadari pignorati alla presunta colpevole. Non è una multa da affibbiare a chi pare sia stato poco accorto nel controllo e nella vigilanza. Perché le multe si conciliano, ma gli ammanchi no. Se non recuperati, i 582 mila euro dovranno essere coperti, tutti o in parte, dai soci pubblici e quindi dai cittadini. Poi mi chiedo anche di conoscere le entità su cui sono state proposte le conciliazioni, come sono state calcolate e come è stato possibile ricondurle ai singoli? Perché se è stato possibile ricondurre ai singoli quote del danno subito, viene il sospetto di responsabilità non solo indirette, sospetto che vorrei allontanare immediatamente. L’accettazione della conciliazione suggerisce qualcosa come una amissione di colpa. E allora capirei perchè i direttori, più tecnici, l’abbiano respinta - continua la Modena -.'La legge mette a disposizione a tutela del patrimonio e dei diritti dei soci, dei creditori e di terzi danneggiati per comportamenti illeciti o negligenti degli amministratori uno strumento univoco e ben definito, che è l'azione di responsabilità, e questa deve essere la strada da seguire per l’azione risarcitoria per tutti, in particolare se la società danneggiata è un ente pubblico e i soci sono Enti pubblici, i Comuni in questo caso - continua il consigliere -. Affidarsi allo strumento legislativo è il percorso dritto, trasparente e neutro. Quello che si vuole imboccare, diverso per amministratori e direttori è protettivo dei politici. Con l’azione di responsabilità, tutti sono sottoposti a pari giudizio e e responsabilità o i gradi li deciderà un magistrato superpartes. Procedere con un'azione legale nei confronti di amministratori, dirigenti o altri soggetti che abbiano causato danni alla società per il loro comportamento illecito o negligente, come prevede la legge con l'azione di responsabilità, ha anche una fortissima valenza simbolica ed esemplificativa



