'Il tempo impiegato dall’allora segretario del Pd, Stefano Reggianini, per denunciare l’ammanco è stato lunghissimo, mentre andava evidenziato subito, come richiede la normativa e come imporrebbe il buonsenso – continua Platis. I vertici di Amo hanno atteso ben 71 giorni prima di recarsi in Procura. È comodo stigmatizzare a settembre il ritardo della denuncia, quando da socio di riferimento avrebbe potuto sbattere i pugni sul tavolo molto prima. Come mai Reggianini ha impiegato tutte quelle settimane? Il quadro che emerge, caro Sindaco, è estremamente poco trasparente, soprattutto dopo che il direttore generale di Amo, Berselli, è stato licenziato in tronco il 22 luglio. Se le contestazioni erano così gravi da defenestrarlo, perché all’Amministratore unico Reggianini non sono stati mossi rilievi formali?'
'Sono altre le risposte – incalza Platis - che ci saremmo aspettati. I viaggi, le spese di rappresentanza e i fondi europei restano ancora una chimera. In particolare quelli su cui lo stesso Reggianini indicava nel Comune di Modena il soggetto che avrebbe pagato la trasferta in Brasile, mentre Mezzetti ha giurato il contrario. Chi ha ragione? Restano troppe ombre'.
'Serve trasparenza totale – conclude Platis – e servono altre risposte, molto più dettagliate, perché i cittadini modenesi meritano di sapere come sono stati utilizzati i loro soldi e chi ha le responsabilità di una gestione così opaca'.



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