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'Scandalo Fondazione di Modena, le frasi del presidente Tiezzi non chiariscono'

'Scandalo Fondazione di Modena, le frasi del presidente Tiezzi non chiariscono'

'Non possono passare cinque anni perché qualcuno se ne accorga e prenda immediatamente provvedimenti. E’ doveroso porsi degli interrogativi'


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“Da quanto è emerso dalle dichiarazioni del presidente della Fondazione l’ammanco ammonterebbe a 1.162.810 euro e si sarebbe generato attraverso ben ottocento bonifici effettuati dal dipendente nell’arco di un quinquennio. Evidentemente il sistema di controlli interni non ha funzionato ed è su questo che si deve concentrare l’attenzione anche degli enti che nominano i membri del consiglio di indirizzo dell’ente che, se da un lato non hanno alcun potere di intervento diretto, dall’altro non possono ignorare i fatti anche in considerazione delle risorse che la Fondazione mette a disposizione delle comunità locali. A maggior ragione quindi attendiamo le risposte alle nostre interrogazioni presentate in Comune e in Provincia'. Così Elisa Rossini, vicecapogruppo in Consiglio comunale di Fdi dopo la conferenza stampa del presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi insieme al direttore generale Luigi Benedetti.

'E tra i fatti vi è un’affermazione del presidente che deve indurre tutti a tenere alta l’attenzione su questa vicenda. Sostenere che dato il bilancio “ricco” della Fondazione la cifra sottratta è sostanzialmente una goccia nel mare che se viene a mancare può essere che non ce ne si renda conto.

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Affermazione che riteniamo inopportuna sulla quale riteniamo necessario dissentire e affermare che, contrariamente a quanto dichiarato dal presidente della Fondazione, l’asticella dei controlli deve essere tanto alta da far sì che comportamenti tali vengano subito individuati. Non diciamo che non si possono verificare casi di sottrazione di beni da parte di dipendenti infedeli, ma diciamo che non possono passare cinque anni perché qualcuno se ne accorga e prenda immediatamente provvedimenti. E’ doveroso porsi degli interrogativi sulla tenuta del sistema e sono necessarie le riflessioni avviate sul modello organizzativo ma se il presidente della Fondazione avvia tali riflessioni mostrando nel contempo di accettare la possibilità che spariscano somme ritenute basse se paragonate al bilancio dell’ente, il rischio è di continuare ad esporre la Fondazione ad altri problemi simili'.

'Abbiamo chiesto nelle nostre interrogazioni presentate sia in Comune che in Provincia se è stata fatta da parte degli organi della Fondazione la segnalazione all’Autorità di Vigilanza presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze al cui controllo sono sottoposte le Fondazioni, e su questo non abbiamo compreso come si è mossa la presidenza. Attendiamo quindi le risposte in consiglio comunale e in consiglio provinciale - chiude Elisa Rossini -.

Le vicende di Amo e della Fondazione da noi seguite entrambe con attenzione non possono essere considerate concomitanze casuali e devono suscitare considerazioni politiche sulla modalità di gestione degli enti che svolgono con differenti forme giuridiche servizi per la comunità'.

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