La sconfitta elettorale della sinistra, dal Pd a LeU, e' responsabilita' di 'un'intera classe dirigente romanocentrica e autoreferenziale', che ora 'deve andare a casa'.
Non ci gira intorno Massimo Mezzetti, assessore regionale in Emilia-Romagna ed ex dirigente di Sel, da tempo critico sulla scelta del fronte del centrosinistra di presentarsi diviso alle elezioni. Sul suo profilo Facebook, Mezzetti ricorda una sua dichiarazione del novembre scorso, accusando Pd e Mdp di 'gravi sbagli' e temendo 'una clamorosa sconfitta elettorale' il 4 marzo. E cosi' in effetti e' stato. 'Per questa dichiarazione sono stato sommerso di critiche ed 'esonerato'- si toglie ora i sassi dalle scarpe Mezzetti- e io, per la prima volta dal 1979, mi sono discretamente messo in disparte, con l'orecchio a terra e il naso all'insu'. L'olezzo si sentiva a distanza e il rumore sordo delle orde in arrivo pure. Eppure abbiamo preferito continuare a vivere dentro una bolla mediatica che rappresentava una realta' virtuale'. Adesso, rimarca l'assessore, 'si dice che dobbiamo raccogliere i cocci e ricostruire. Certo, sono d'accordo. Ma per me, o si riparte da un bagno di umilta', virtu' rara nella politica, o non si riparte'. Dunque, mette in chiaro Mezzetti, 'lo dico senza giri di parole: un'intera classe dirigente (dal Pd a LeU) romanocentrica (intesa come area politica e non geografica) e autoreferenziale ha drammaticamente fallito e deve andare a casa.
Dopo ragioneremo di tutto il resto'. Del resto, sottolinea l'assessore, 'non e' pensabile che chi ha fatto macerie possa essere protagonista della ricostruzione'. Poi, in un commento aggiunge: 'Anche quelli di LeU. Sono scappati via e nessuno, ancora a quest'ora, ha avuto il coraggio di metterci la faccia e dichiarare in tv. Nessuno che si assuma le sue responsabilita''.
Sconfitta PD e LeU, Mezzetti vuole 'tutti a casa'
L'Assessore regionale non usa mezze misure: 'La sconfitta è responsabilità di un'intera classe dirigente romanocentrica'
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