L'emergenza democratica, rispetto a quella sanitaria ed economica, appare a un lettura superficiale meno urgente, meno pressante. Eppure, a ben vedere, non è affatto così.
In Italia, come del resto in altri Paesi (non tutti quelli toccati dal coronavirus), stiamo vivendo in un regime di sospensione della democrazia e di castrazione delle libertà fondamentali dell'individuo. Senza scomodare argomenti da costituzionalista è evidente come in pochi mesi i cittadini abbiano accettato senza protestare misure assolutamente illiberali e tipiche di un regime totalitario.
L'obiettivo è ovviamente nobile, salvaguardare la salute di ciascuno, ma il mezzo che si sta adottando cela derive pericolose.
Cancellato il ruolo del Parlamento, annullata e sopita ogni critica con lo sterile slogan del 'non è il momento di fare polemica' ci ritroviamo oggi con un uomo solo al comando, che sceglie in base a un cerchio magico di esperti o pseudotali e che motiva le sue decisioni con l'unico argomento del 'mi assumo tutta la responsabilità politica'.
Il rischio vero è che, una volta tutelato (male visto il numero di morti) il bene primario della vita, ci si ritrovi senza l'altro bene più prezioso dell'essere umano: la libertà.
Un rischio che si mostra in tutta la sua crudezza nelle scelte di Conte, nel suo delirante attacco alle opposizioni pronunciato durante un discorso alla Nazione, ma che si intravede anche a livello locale, nella Emilia Romagna flagellata dall'infezione, con il presidente della Regione sempre più Governatore e meno pronto al confronto e che usa gli spazi pubblici per magnificare se stesso, con il commissario alla crisi sanitaria (pur preparato e più disponibile di altri) idolatrato e inscalfibile a ogni critica, con i sindaci novelli sceriffi pronti a sfoderare la doppia arma delle ordinanze e delle dirette Facebook.
E in tutto questo la maggioranza dei cittadini che invece di protestare chiede ancora più rigore, regole più ferree, galera per i trasgressori, patibolo per chi osa uscire di casa. Ma una volta che questa maggioranza si sveglierà dal sonno imposto dalla paura (e la campanella sarà suonata inevitabilmente dalla seconda emergenza, quella economica) potrebbe scoprire che i mostri generati sono ormai così forti dal prevalere su ogni argomento. E l'incubo potrebbe diventare la normalità.
Giuseppe Leonelli



