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Secchia, così Aipo certifica il rischio di altre alluvioni per Modena

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Il dirigente Aipo: 'Per la messa in sicurezza definitiva del Secchia servirebbero 100 milioni di euro, ad sono disponibili 38 milioni'


Secchia, così Aipo certifica il rischio di altre alluvioni per Modena

Riguardo alla condizione pessima del fiume Secchia è importante lo studio di AIPO pubblicato nel 2016.  Dopo 15 anni di reticenza quasi totale AIPO dopo l'alluvione è infatti diventata trasparente e pubblica tutto. 

Vale dunque la pena sfruttare l'occasione per capire i problemi. Cominciamo dall'analisi suggerita da un nostro lettore del documento scaricabile dal sito Aipo relativo alla 'Relazione illustrativa' dello studio sullo stato del Secchia e sugli interventi necessari per metterlo in sicurezza redatto da un gruppo di ingegneri idraulici di AIPO, basandosi sulle tecniche di rilevazione aerea LIDAR. 

Si tratta di un lavoro (come detto del 2016) molto chiaro e leggibile da qualsiasi cittadino e con una parte storica che scopre i vecchi percorsi del fiume sotto gli argini attuali. 




Qui una sintesi dei punti più interessanti e sorprendenti: 

da pagina 6 a 8: “risulta necessario un sensibile ampliamento della cassa di espansione”, “è necessario modificare il manufatto limitatore di portata (la diga) dotandolo di paratie mobili”, “tutto il tratto arginato presenta gravi carenze di quota” 

da pagina 22 a 27: L'intervento di ampliamento in progetto di soli 4 milioni di metri cubi è insufficiente e non garantisce un livello di sicurezza minimo (cioè la piena centenaria). Molti ponti sono inadeguati perché verrebbero sormontati da una grossa piena (ponte Alto, ponte della tangenziale, dell'Uccellino, ponte Motta... ). La cassa di espansione presenta un serio rischio di cedimento per piene con tempo di ritorno di 200 anni (a pagina 26). 



da pagina 36 a 39: come adeguare gli argini in sezione e in altezza 

da pagina 56 a 57: “è sicuramente possibile affermare come il rischio più grave e diffuso sulle arginature del Secchia sia quello di sormonto”, “vi sono estesi tratti arginali sormontabili con la piena di ritorno ventennale” (cioè per piene piccole) 



da pagina 70 a 71: Conclusioni: L'inadeguatezza di argini e cassa di espansione è chiara dagli anni 90 ed è stata confermata dal' autorità di bacino del Po nel suo studio del 2004. 

Ecco le parole esatte dell'ingegner Gianluca Zanichelli di Aipo: Purtroppo gli interventi necessari alla messa in sicurezza dei territori attraversati dal Fiume Secchia in provincia di Modena hanno iniziato a trovare una fonte di finanziamento soltanto dopo gli eventi alluvionali del gennaio 2014 attraverso diverse ordinanze del Commissario Delegato. Oltre ai fondi già stanziati ed in parte utilizzati per le prime fasi emergenziali, ad oggi sono disponibili per il Fiume Secchia: fra fondi di Protezione Civile e fondi di cui all’Accordo di Programma col Ministero dell’Ambiente, complessivamente circa 38 milioni di euro di cui 13 milioni per il consolidamento e l’adeguamento delle arginature alla piena con tempo di ritorno di vent’anni e circa 25 milioni per l’adeguamento della Cassa d’Espansione.
La disponibilità di tali fondi è sicuramente un passo molto importante per la messa in sicurezza del territorio, purtroppo però viste le enormi problematiche del corso d’acqua ed il lungo periodo di assenza di finanziamenti significativi sullo stesso (praticamente dagli anni ’70-’80) la necessità finanziaria è sicuramente superiore alle attuali disponibilità, soprattutto per quel che riguarda le arginature a valle della città di Modena.
D’altra parte la stessa Autorità di Bacino nel suo Studio di Fattibilità, aveva stabilito come per la messa in sicurezza complessiva del corso d’acqua fossero allora necessari circa 100 milioni di euro di cui 80 per la sistemazione dei tratti arginati a valle della cassa.
Attualizzando tali dati, la progettazione in corso ha sostanzialmente confermato, semplicemente attualizzandole, le suddette previsioni dell’AdBPo infatti, per quanto riguarda le arginature con i fondi disponibili si è riscontrata la possibilità di effettuare il rialzo previsto (per Tr 20 anni) soltanto fino ai tratti iniziali dei comuni di Soliera e Bastiglia, mentre per completare solo tale prima fase sarebbero necessari ulteriori c.a 17 milioni di euro, mentre ulteriori necessità d’interventi rispetto a quelli a suo tempo pianificati dell’AdBPo riguardano l’adeguamento sismico (conseguente le NTC 2008) e le problematiche legate alla vulnerabilità da tane ed elevati livelli di falda a campagna, anch’essi emersi in anni recenti e successivi allo studio di Fattibilità AdBPo (2004).
Le successive fasi di messa in sicurezza delle strutture arginali consistono quindi essenzialmente:
· nella neutralizzazione dei fenomeni legati alla filtrazione mediante diaframmature;
· nella messa in sagoma finalizzata sia alla copertura della linea d’imbibizione ed al contrasto dello sfiancamento, sia al raggiungimento di un adeguato coefficiente di sicurezza alle sollecitazioni sismiche (particolarmente grave nel tratto di valle, caratterizzato da forti dislivelli rispetto al piano campagna in assenza di banche);
· nell’eventuale residua necessità di adeguamento in quota.
Al fine di rendere pienamente efficiente tutto il sistema di difesa alle suddette opere vanno parallelamente affiancati gli interventi di adeguamento dei manufatti e di aumento dei volumi d’invaso della Cassa d’Espansione necessario ad abbattere le portate duecentennali entro valori compatibili a valle.
Si ricorda inoltre, per completezza espositiva, la necessità di adeguamento dei manufatti d’attraversamento inadeguati interferenti i tratti fluviali in esame quali: Ponte dell’Uccellina, Ponte Motta, Ponte Pioppa ed il Ponte di Concordia, i cui costi andrebbero sommati al fine di conseguire il complessivo stato di adeguatezza idraulica del corso d’acqua alla piena di riferimento.


Un altro documento presente nello studio è la “A.3-RelazioneIdraulica” dove si sottolineano due punti importanti: 

pagina 1 è necessario un ampliamento in superficie della cassa di espansione di 160 ettari contro i 55 ettari previsti dal progetto di adeguamento attuale. 

Pagina 118 Il volume da invasare è di 7,5 milioni di metri cubi contro i 4 milioni previsti. 


Considerazioni personali:

Oggi la cassa di espansione e gli argini sopportano solo piene piccole e in caso di piene anche medie il fiume uscirebbe dagli argini.  In caso di grosse piene cederebbero anche gli argini della cassa di espansione (perchè verrebbero sormontati) provocando una fuoriuscita violenta di tutta la massa d'acqua.  Quindi la situazione oggi è pessima e i progetti di adeguamento approvati non garantiscono la sicurezza idraulica minima (sono lontani da reggere la piena centenaria )  Nelle altre regioni le società autostradali hanno dato grossi finanziamenti per mettere in sicurezza idraulica le loro opere vicino ai fiumi.  A Modena il raccordo autostrada del sole e autobrennero situato in una golena del Secchia è in estremo pericolo, ma invece di contribuire al finanziamento del raddoppio della cassa di espansione pensano solo a costruire l'autostrada Modena-Sassuolo dentro il fiume. Se non si cambiano le priorità Modena e la pianura saranno a rischio alluvione per i prossimi 30 anni. 

Massimo Neviani 



Redazione La Pressa
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