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Sempre più forte la lotta al tumore: la rete sanitaria modenese si presenta

Sempre più forte la lotta al tumore: la rete sanitaria modenese si presenta

Nel 2025 ha assistito 35.000 pazienti adulti. Al Policlinico il punto di riferimento provinciale per l’oncoematologia pediatrica, con 130 pazienti seguiti


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'Offrire cure tempestive, accessibili e innovative'. Questo l'obiettivo della rete sanitaria che vede unite le aziende Ospedaliera Universitaria e Sanitaria Locale di Modena e Reggio Emillia nella lotta contro il tumore e l'assistenza ai pazienti. una rete che nel 2025 ha assistito 35.000 pazienti adulti e che, al Policlinico, rappresenta anche il punto di riferimento provinciale per l’oncoematologia pediatrica, con 30 nuove diagnosi infantili all’anno e 130 bambini seguiti. Con risultati in continui miglioramento nelle percentuali di sopravvivenza che in campo pediatrico raggiunge '82%.


Le nuove diagnosi

Il quadro nazionale mostra numeri ancora elevati, con circa 400.000 nuove diagnosi di tumore solido nel 2025, ma anche segnali incoraggianti: la mortalità nei giovani adulti è in calo e oggi circa la metà dei pazienti può guarire. La prevenzione resta un pilastro fondamentale, come ricorda il dottor Giuseppe Longo, che invita a considerare l’impatto degli stili di vita, capaci da soli di ridurre fino al 50% l’incidenza dei tumori.
Al Policlinico, il Centro Oncologico Modenese rappresenta una realtà unica in regione: unisce degenze, Day Hospital, pronto soccorso onco‑ematologico, trapianti, cure palliative e laboratori di ricerca avanzata. Ogni giorno accoglie tra i 300 e i 400 pazienti e registra circa dieci nuove diagnosi.
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L’oncologia modenese, diretta dal professor Massimo Dominici, si distingue per l’integrazione tra ricerca traslazionale e pratica clinica, con un forte impegno nello sviluppo di terapie cellulari e geniche, nella diagnostica di precisione, nella biopsia liquida e nelle sperimentazioni cliniche. «Questa integrazione rende Modena un centro di riferimento per la medicina di precisione», osserva Dominici.

L’Ematologia, guidata dal professor Mario Luppi, esegue ogni anno tra i 50 e i 60 trapianti di cellule staminali ed è tra i centri autorizzati alle terapie CAR‑T. Tre pazienti affetti da forme gravi e recidive hanno recentemente ottenuto una remissione completa, mentre sono in corso le qualificazioni per ampliare l’accesso a tutte le terapie disponibili. Accanto alle terapie più avanzate, il Policlinico offre cure palliative precoci e simultanee, con un approccio centrato sulla persona e sui caregiver, e ospita la prima Scuola di Specializzazione in Cure Palliative, affiancata dalle storiche scuole di Oncologia ed Ematologia.

Sul territorio, l’oncologia di prossimità garantisce continuità assistenziale grazie a percorsi multidisciplinari condivisi tra AUSL e AOU. Tra le eccellenze spiccano la Breast Unit certificata EUSOMA, i Bollini Azzurri ottenuti dagli ospedali di Carpi e Sassuolo per la cura del tumore alla prostata e il PDTA ginecologico oncologico accreditato.


L'oncoematologia pediatrica

L’oncoematologia pediatrica del Policlinico, attiva dagli anni Sessanta e parte della rete AIEOP, registra oggi tassi di sopravvivenza molto elevati: l’82% nei bambini e l’86% negli adolescenti.
«I bambini non sono piccoli adulti», ricorda il dottor Giovanni Palazzi, sottolineando l’importanza di protocolli dedicati e sperimentazioni sicure. Dal 1997 sono stati eseguiti 60 trapianti pediatrici e l’AOU partecipa a 34 protocolli nazionali e internazionali. Intorno ai percorsi di cura si è sviluppata una rete di sostegno che comprende scuola in ospedale, biblioteca, attività di volontariato e la Casa di Fausta di ASEOP per le famiglie che devono affrontare lunghi periodi lontano da casa.
Il follow‑up a lungo termine è un elemento essenziale, perché “guarire non è abbastanza”: gli effetti tardivi delle terapie possono emergere anche a distanza di anni e richiedono controlli mirati. La Psicologia Ospedaliera, diretta dalla dottoressa Marisa Pugliese, accompagna bambini, adolescenti e adulti lungo tutto il percorso di cura, con interventi pensati per tutelare lo sviluppo, sostenere le famiglie e preservare la qualità di vita.

 

Nella foto, l'ingresso della sede del COM a Modena
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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