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Servizio idrico AIMAG, perdite della rete al 36,5%, le ombre dietro alle luci del piano industriale

Servizio idrico AIMAG, perdite della rete al 36,5%, le ombre dietro alle luci del piano industriale

Investimenti di gran lunga superiori alle entrate. La situazione non permetterà la partecipazione alla gara provinciale dopo il 2028


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L'aggiornamento al Piano Industriale 2025‑2028 del Gruppo AIMAG mette nero su bianco una delle questioni più urgenti per il territorio e per l'Azienda dell'area nord soprattutto dopo l'ingresso e la direzione di Hera sfociata nella nuova Heracquamodena: il servizio idrico da paventata opportunità si sta trasformando in una possibile spada di damocle sul futuro dell'azienda, con un fabbisogno di investimenti superiore alla capacità di generazione di cassa. Una scure che si abbatte sui conti così come quella della Corte dei Conti che si è abbattuta sul processo che ha portato alla creazione di Heracqua Modena per la gestione del servizio idrico.

In attesa del nuovo Patto di sindacato e dopo la stroncatura della Corte dei conti sull'accordo con Hera, I dati che emergono del documento evidenziano che le perdite idriche, già elevate, mostrano un trend in peggioramento, passando dal 27,5% nel 2022, al 36,5% nel 2025. Un dato che AIMAG inserisce tra i principali punti di debolezza del servizio, insieme alla necessità di aggiornare la modellizzazione delle reti e alla mancanza di capacità propria di smaltimento fanghi.
Parallelamente, il Piano prevede investimenti significativi per contenere le dispersioni, digitalizzare la rete e migliorare la resilienza degli acquedotti.
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Ma la sostenibilità economica di questo sforzo è tutt’altro che garantita. AIMAG segnala infatti che “le componenti tariffarie a copertura degli investimenti non risultano capienti”, con un assorbimento di cassa non rimborsato dalle tariffe pari a 52,9 milioni di euro nel quadriennio. In sostanza il quadro che emerge non sembra quello capace di motivare a quell'ottimismo dimostrato dalla governance

A rendere più complesso il quadro è la scadenza dei fondi PNRR, che hanno sostenuto alcuni interventi chiave, come il recupero delle acque reflue e l’impianto di recupero sabbie. Il Piano ricorda che tali progetti sono stati avviati “anche grazie ai finanziamenti ottenuti in ambito PNRR”, ma questi contributi si esauriranno entro il 2026, lasciando AIMAG a dover coprire autonomamente gli investimenti successivi.

Un boccata di ossigeno nei conti la cessione del ramo d’azienda relativo all’ATO Mantova, prevista al 31 dicembre 2025, tramite cessione del ramo d’azienda con un introito di 22 mln tra 2025 e 2026”. Dal 2026 in poi, la società prevede di limitarsi alla vendita all’ingrosso dell’acqua verso i Comuni mantovani.

Questa operazione, pur generando liquidità nel breve periodo, ridurrebbe il perimetro gestionale e potrebbe incidere sulla capacità di ammortizzare gli investimenti futuri.
Il Piano mette inoltre in guardia da possibili conseguenze regolatorie: ARERA potrebbe applicare penali “principalmente per l’incremento dell’indicatore M1”, legato alla qualità del servizio e alla gestione delle perdite.
Un rischio che si somma alla necessità di sviluppare una strategia dati basata sugli smart meter — 61 mila da installare entro il 2028.

Il nodo centrale è che adesso il servizio idrico è il business che assorbe più cassa nel Piano, e la dimensione del fabbisogno finanziario non consente ad AIMAG di partecipare alla futura gara provinciale prevista dopo il 2028. Una limitazione che il documento sintetizza così: “La dimensione del VR dell’intero Bacino Provinciale non permetterà la partecipazione alla gara provinciale attesa dopo il 2028”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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