'Il 16 aprile 2026 veniva sottoscritto un accordo sulla modifica del PDR 2026, come previsto già dal precedente accordo PDR 2024-2026. L’accordo prevedeva in un primo momento la firma di Fit-Cisl, che successivamente invece asseriva di non accettare lo stesso, aprendo poi una doppia vertenza giudiziale nei confronti di Seta per presunta “condotta antisindacale” e per richiedere l’applicazione dell’accordo 2024 precedente. Non si è arrivati a giudizio. Il Giudice del Tribunale di Modena non ha deliberato a riguardo pertanto non ha dato ragione a FitCisl, mistificando la realtà e creando come al solito una nebulosa di disinformazione e fake news a tutto danno dei lavoratori e delle lavoratrici e del processo contrattuale in atto per il Contratto Unico Seta Spa'. Così FitCgil, Uiltrasporti e Ugl Autoferro attaccano la Cisl dopo l'intervento di stamattina nel quale cantava vittoria per la conciliazione raggiunta davanti al giudice.
'Nel merito invece è vero che Seta spa ha raggiunto ieri (1 ottobre 2026) una conciliazione con la OS FitCisl che impatta sui lavoratori e le lavoratrici creando un doppio regime iniquo e snatura l’accordo del 16 aprile inficiando anche il risultato del Referendum certificato effettuato da Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil, Faisa-Cisal e Ugl-Autoferro del 5 maggio 2026.
La conciliazione sottoscritta tra SETA e FIT-Cisl prevede l’applicazione dell’accordo PDR 2026, quindi dà ragione a Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil, Faisa-Cisal e Ugl-Autoferro. La conciliazione sottoscritta tra SETA e FIT-Cisl non riconosce l’art. 28 (“condotta antisindacale”), per cui conferma la giustezza dell’operato delle organizzazioni sindacali sottoscrittrici e la legittimità dell’accordo PDR 2026, confermato dal referendum certificato del 5 maggio 2026. Tuttavia, in maniera assolutamente non condivisibile, la conciliazione prevede una porticina aperta per gli iscritti di una OS (Fit-Cisl) di richiedere, in deroga, l’applicazione dell’accordo PDR 2024, perché quella organizzazione sindacale non ha condiviso l’accordo PDR 2026 - spiegano Cgil, Uil e Ugl -. Questa scelta, fatta al solo fine di evitare la lite giudiziaria (come si dice tecnicamente), crea di fatto un doppio regime che crea iniquità, ulteriori differenze tra i lavoratori e può anche far perdere soldi ai lavoratori più virtuosi incentivando implicitamente la sinistrosità dell’azienda, peggiorando codizioni di lavoro ed economie. Crediamo, come Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil, Faisa-Cisal e Ugl-Autoferro che questa sia una gravissima inadempienza, che non rispetta le persone, fa figli e figliastri, peggiora le condizioni operative e disincentiva i lavoratori più virtuosi creando un principio inaccettabile di differenziazione contrattuale, come se da domani ognuno potesse scigliersi la propria applicazione contrattuale su un menu, a seconda del proprio interesse privato o soggettivo.'Una direzione aziendale che si muove in tal senso non da garanzie. Abbiamo chiesto urgentemente un incontro alla direzione per chiarire il percorso del Contratto Unico, tema che dovrebbe peraltro interessare anche Fit-Cisl, che deve essere traguardato nel più breve tempo possibile per dare risposte certe a lavoratori e lavoratrici. Chiediamo contestualmente agli enti soci tutti di intervenire rapidamente anche in ragione dei dati di bilancio presentati nel recente incontro del 29 settembre (molto negativi e critici anche per l’assenza di risorse dovute al taglio del fondo nazionale dei trasporti nonché dal contesto di guerra in atto e dell’aumento esponenziale dei costi per i carburanti che impattano fortemente sul bilancio aziendale), per garantire le risorse necessarie per la tenuta di un servizio pubblico essenziale e garantire le risposte economiche e normative ai lavoratori e lavoratrici Serve un impegno forte ed esplicito, anche in ragione dell’avvio del percorso di confluenza in una azienda unica regionale.


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