'A partire dal 18 luglio 2020 sono in vigore le disposizioni di applicazione della normativa in materia di par condicio - previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28 e s. m. e dal Codice di autoregolamentazione di cui al DM 8 aprile 2004....L’art. 9 della legge n. 28/2000 dispone che: «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali (N.d.R.: 18 luglio 2020) e fino alla chiusura delle operazioni di voto (N.d.R.: 21 settembre 2020), è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quella effettuata in forma impersonale ed indispensabile per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni'
Questa è la norma che le amministrazioni pubbliche dovrebbero osservare nei periodi delle campagne elettorali e referendarie. Nello specifico di questo periodo in relazione al referendum costituzionale del prossimo settembre sulla riduzione del numero dei parlamentari.
Una disposizione di legge chiara, applicata dalla maggioranza delle pubbliche amministrazioni e degli amministratori che, per chiarire con un esempio, evitano di svolgere una comunicazione diretta e appunto personale, in prima persona attraverso i propri amministratori. Chiamati a non utilizzare il proprio ruolo istituzionale e la visibilità che ne deriva per promuovere la propria azione politica. Attenersi a questo livello di comunicazione istituzionale, da parte delle amministrazioni pubbliche, significa non organizzare conferenze stampa in prima persona, interviste personali, utilizzando per altro gli strumenti della comunicazione istituzionale per informazioni non indispensabili nello svolgimento delle proprie funzioni.
In pratica, tutto ciò che è invece rappresentato nell'iniziativa annunciata per domani, mercoledì 29 luglio, dall'Amministrazione provincialee oggetto di una convocazione stampa da parte dell'ufficio stampa dell'ente. Giornalisti chiamati per riprendere il sopralluogo, che sicuramente non è frutto di una emergenza o di una impellente e non rinviabile attività istituzionale, del Presidente della Provincia Giandomenico Tomei e del Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli sul cantiere stradale aperto per l'adeguamento della strada provinciale 413 “Romana sud” tra il ponte sul Secchia e la rotatoria di S.Pancrazio'
Che di per sé non rappresenterebbe nulla di particolare (Sindaco e Presidente della Provincia è bene, anzi, che si rechino sui cantieri aperti per verificare l'andamento e l'avanzamento dei lavori), se non fosse per l'invito stampa ai giornalisti di recarsi sul posto per riprendere con interviste dirette, immagini, audio-video i due amministratori nel loro sopralluogo.
Evidentemente il precedente del Comune di Modena, che nel recente passato violò la stessa normativa e venne richiamato dall'Autorità Garante per le comunicazioni con pubblica ammenda sul sito web istituzionale, non è bastato agli amministratori per correggere il tiro e per evitare ciò che anche domani si prospetta come una vera e propria sfacciata sfida alla normativa. Che non dovrebbe essere bypassata e violata, sia nel rispetto degli operatori della comunicazione sia degli amministratori pubblici che quella normativa onorano, limitando la comunicazione istituzionale allo stretto necessario ed in forma impersonale (in soldoni, parla il Comune nel suo
Gi.Ga.

