'Occorre ad esempio accelerare il processo volto ad uniformare i Corpi e Servizi di Polizia Locale dell’Emilia Romagna.E’ fondamentale che anche i dispositivi di contenimento in dotazione agli operatori siano gli stessi su tutto il territorio regionale, dal bastone estensibile allo spray al peperoncino. Questo affinché gli operatori siano messi in grado di tutelarsi al meglio, per poi poter tutelare al meglio anche chi richiede il loro intervento. Inoltre, sempre in un’ottica di uniformità dei servizi, dovrà essere inserita nella predisposizione dei concorsi di assunzione, l’obbligatorietà dell’ottenimento della qualifica di Agente di Ps. Ad oggi la normativa non la prevede obbligatoria e di fatto vi sono in servizio Operatori che ne sono privi (e che in alcuni casi non potrebbero nemmeno ottenerla) e che quindi devono svolgere il loro servizio disarmati. Appare evidente che, anche per ragioni di sicurezza, una pattuglia composta da un operatore armato ed uno disarmato offra una operatività limitata e garantisca, non solo ai cittadini ma anche nei confronti dei medesimi operatori, una sicurezza depotenziata, anche considerati tutti i cambiamenti della società che si sono succeduti in questi ultimi anni e delle accresciute competenze che hanno interessato il lavoro delle polizie locali'.
Sul tema poi della recrudescenza di atti violenti a carico delle Forze di Polizia, Platis ha sottolineato come 'sia necessario approfondire la possibilità di chiedere l’autorizzazione dell’uso dei Taser anche per gli operatori della Polizia Locale, ovviamente previo corsi qualificati di formazione che devono comportare il superamento di un esame per l’abilitazione all’uso'.
'Siamo convinti che tutti gli strumenti di difesa passiva che si possono mettere a disposizione degli operatori siano degli efficaci deterrenti agli episodi di aggressione dei quali, purtroppo, abbiamo notizia tutti i giorni, considerato che oramai i campi di azione degli interventi cui sono chiamati i nostri Operatori spaziano in molteplici ambiti di interesse pubblico. E che spesso vedono protagonisti stranieri irregolari pronti a tutto, e presenti in numero evidentemente superiore in provincia di Modena rispetto anche agli altri centri della Regione. Non a caso Modena ha la percentuale maggiori di stranieri detenuti in carcere rispetto alla media regionale che a sua volta supera quella nazionale.
'Anche per questo motivo si ritiene debbano essere sostenute economicamente tutte le necessarie spese di formazione, potenziamento della dotazione di strumenti in uso alle Polizie Locali e, come, detto, in maniera omogenea sul territorio. Ad oggi sono parzialmente a carico dei Comuni le spese di prima formazione per Agenti ed Ufficiali. La Regione partecipa con poco più della metà della spesa), ma sono totalmente a carico dei Comuni le spese di altri corsi che ormai sono diventati indispensabili per gli Operatori. Mi riferisco – spiega Platis – a quelli obbligatori per legge e da svolgersi preventivamente alla consegna dei dispositivi per l’utilizzo dei così detti presidi difensivi (spray al peperoncino, bastone estensibile, cuscini e scudi per l’esecuzione dei T.S.O., ecc.).
In questo contesto i Comuni hanno difficoltà nell’organizzare corsi per le singole o le nuove assunzioni, i cui costi vengono spesso tagliati dai bilanci per mancanza di risorse. Sarà compito della Regione organizzare ciclicamente dei corsi formativi per abilitare gli operatori di tutte le Polizie Locali della Regione, previa raccolta periodica dei bisogni formativi, prevedendo anche dei corsi ciclici di aggiornamento'.
Infine il vice coordinatore regionale FI reputa difficilmente sostenibile il mantenimento di presidi che non raggiungono un numero minimo di operatori, ovvero che non sono in grado di assicurare l’apertura su più quadranti.



