Per Vandelli questi dati “parlano da soli” e si sommano agli episodi degli ultimi giorni, tra cui il tentativo — sventato — di rapinare una banca in via Manin. “Furti, rapine e vetri rotti sembrano ormai all’ordine del giorno”, afferma, sottolineando come Sassuolo stia vivendo “un’impennata di micro‑criminalità che non può essere accettata come una nuova normalità”.
Il consigliere individua responsabilità su due livelli. Da un lato, quello nazionale: “Al Nord Italia oltre un furto su due è commesso da stranieri, molti dei quali illegalmente presenti sul territorio. È necessario un blocco totale e immediato degli ingressi, un aumento dei rimpatri e delle espulsioni e una normativa più ostile e deterrente verso chi delinque”. Dall’altro, quello locale: Vandelli richiama l’amministrazione comunale a utilizzare “tutti gli strumenti disponibili”, dalla gestione più efficiente dei pattugliamenti al ricorso al Daspo urbano, fino alla possibilità di dotare la Polizia Locale di dispositivi teaser.
Per aprire un confronto istituzionale su questi temi, Vandelli annuncia la presentazione di un’interrogazione sulla sicurezza al primo Consiglio Comunale utile. “Sassuolo ha bisogno di un’amministrazione vigile e che si adoperi per tutelare l’incolumità dei suoi cittadini”, conclude, ribadendo che la città non può permettersi di considerare ordinario ciò che ordinario non è.
Nella foto Giuseppe Vandelli insieme ad altri esponenti di Futuro Nazionale della provincia di Modena



