'A Brescello, Comune sciolto per mafia e commissariato nel 2016, l'8 marzo avrebbe dovuto svolgersi una iniziativa antimafia organizzata da Agende Rosse. Protagoniste della iniziativa 'Donne contro la mafia' tre testimoni impegnate nella lotta alla criminalità organizzata come la modenese Cinzia Franchini (prima presidente nazionale di una associazione di autotrasporto costituitasi parte civile a un processo per mafia e in precedenza vittima di minacce mafiose), l'ex sindaco di Mantova Fiorenza Brioni (minacciata con 17 proiettili durante il suo mandato per essersi opposta alla lottizzazione di Lago Castello, lottizzazione che prevedeva la costruzione di 200 villette e un hotel da parte del costruttore calabrese Antonio Muto) e Catia Silva (ex consigliera in prima linea nel sollevare l’allarme sulle infiltrazioni mafiose a Brescello, in epoca ben precedente al commissariamento). Era prevista la presenza anche di Donato Ungaro, ex vigile urbano di Brescello, tra i primi a segnalare i fatti che portarono al commissariamento di Brescello, licenziato successivamente senza giusto motivo dall’allora sindaco Ermes Coffrini. Ebbene, questa iniziativa è stata stoppata dal sindaco Elena Benassi che, senza motivazioni, dopo aver concesso la Sala comunale (regolarmente pagata dagli organizzatori) si è detta pronta a disdire il tutto. Chiedo alla giunta regionale, vista la delicatezza dell'argomento e il luogo-simbolo di Brescello, di fare piena luce sull'accaduto'.
Così in una interrogazione in Regione il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli.“Donne Contro La Mafia è un format collaudato e replicato da tempo in tutta Italia e che recentemente ha visto come ospite a Milano Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 - continua Galli -. Eppure venerdì 1 marzo 2019 alla referente di Agende Rosse, Catia Silva è stata recapitata una lettera firmata dal sindaco Elena Benassi nella quale si afferma che 'avuta notizia da internet del contenuto della serata che configura una iniziativa non coerente con quella genericamente richiesta; rilevata la incoerenza tra l'informazione fornita a mezzo internet e la dichiarazione contenuta nel modulo di richiesta della sala Zatti che configurava una attività inquadrabile nell'ambito della giornata dedicata alla donna' si chiede 'di chiarire le modalità esatte di svolgimento della iniziativa programmata e gli argomenti che verranno trattati'; in assenza di chiarimenti 'entro 48 ore dalla notifica della presente, l’Amministrazione comunale si riserva di riconsiderare la richiesta di concessione della sala e assumere le decisioni conseguenti'. Chiedo alla giunta regionale, e in particolare all'assessore alle politiche per la legalità Massimo Mezzetti, come valuti la lettera del sindaco Benassi nei contenuti e nei toni e se non crede sia necessario stigmatizzare un ultimatum di questo tipo a fronte di una iniziativa antimafia dall’indubbio valore.



