E allora viene da chiedersi se davvero la Fede merita di essere usata in questo modo superstizioso dai partiti e dalle istituzioni.
Una Fede per tutte le stagioni, usata come un ferro di cavallo da un sindaco che non ha mai lesinato dichiarazioni di profonda apertura al mondo musulmano, affermando ad esempio come 'il Ramadan rappresenti un momento solenne di riflessione, di solidarietà e unione'.
Una Fede usata in campagna elettorale da Salvini come una bandiera identitaria e nazionalista.
E così, in una pandemia senza Dio, con la Chiesa che ha abdicato al suo ruolo per mesi, chiudendo senza protestare i Santuari e rinunciando addirittura a celebrare i funerali, con la Chiesa che ha lasciato credere che Dio stesso non fosse più forte di un virus, resta il simulacro di una religione superstiziosa e slavata. Una Fede vuota alla quale ci si richiama, senza inginocchiarsi, profonda come i quadrifogli di campo e i cornetti rossi portafortuna. Con l'ascolto del Vangelo paragonato all'ascolto dell'oroscopo di Paolo Fox. Che non ci si crede, ma male non fa sentirlo. Una preghiera ipocrita che non ha nemmeno lo spessore pieno di rabbia della bestemmia di Giobbe. Perchè per essere arrabbiati davvero con Dio, anche per arrivare a maledirlo, bisogna almeno credere esista.
E invece oggi il famoso Salmo 120, quell'alzare gli occhi verso i monti in cerca di aiuto di Chi ha fatto cielo e terra, è stato ridotto a un video Facebook con l'inquadratura che si alza dalla facciona col naso insù del sindaco di Milano alla statua della Madonna, per poi tornare sul sindaco. E la virtù teologale della Speranza cristiana diventa tanto simile alla speranza di beccare tre ciabatte uguali al Gratta e vinci 'turista per sempre'.
Oste della malora, me ne dia due da cinque euro, questa sera mi sento fortunato...
Giuseppe Leonelli



