Di lotta e di governo. La contraddizione della sinistra modenese, la sinistra alla sinistra del Pd, è sempre la stessa. Criticare, ma allo stesso tempo fare da
stampella al Sistema Pd. Una stampella non solo numerica, ma anche valoriale, ideale, una stampella che consente al Pd sempre meno identitario, sempre meno passionale, di intercettare anche i voti di chi ancor oggi chiede - davanti alle luci artefatte di un televisore - che qualcuno dica qualcosa di sinistra. Una stampella che incanali il dissenso,
simile alla stampella rappresentata da alcuni comitati modenesi apparentemente 'contro', ma pronti (almeno alcuni esponenti lo sono) a rientrare nei ranghi del Sistema al momento del voto. A livello nazionale Liberi e Uguali, il movimento di Grasso, sembra aver deciso da che parte stare: fuori dal Pd. Alternativo al Pd. Ma a Modena? A Modena la stessa sinistra che si richiama a Grasso, con la stessa sigla, è così: di lotta e di governo. E
l'immagine di questo eterno dualismo è tutta nella fotografia dell'assessore Andrea Bosi. Di lotta quando deve criticare le storture di un Pd nazionale schiavo dei poteri forti, stritolato da conflitti di interessi familiari ed economici. Di governo quando con questo Pd a Modena deve governare.
Di lotta quando critica le
politiche urbanistiche della Regione e
il consumo di suolo. Di governo quando appoggia la decisione di Muzzarelli di costruire le
case a Vaciglio. Di lotta quando appoggia le ragioni degli
occupanti anarchici e del Guernica. Di governo quando da assessore alla legalità ordina, insieme al sindaco e al questore,
lo sgombero degli spazi occupati. Di lotta quando si schiera coi lavoratori della
Mec Mac o della Castelfrigo e si stupisce del silenzio Pd. Di governo quando col
mondo imprenditoriale coop, così intrecciato al Sistema, scende inevitabilmente a patti, tacendo delle storture e degli intrecci con le realtà economiche 'amiche'. Un equilibrio difficile sul quale Bosi, specchio di una sinistra alla ricerca di una identità radicale ma non troppo, di governo ma non troppo, viaggia con alterni successi.
Un equilibrio ritrovato nelle ultime settimane nel nome di un antifascismo (sacrosanto e va detto) che unisce Pd e Sinistra, una intesa contro il disvalore fascista, trovata grazie al risorgere di movimenti xenofobi e intolleranti che rimpiangono pagine orrende della Storia italiana. Ma non sempre vi saranno
'utili idioti' pronti a ricompattare contro di loro la sinistra (ammesso il Pd sia di sinistra). Il viaggio di Bosi e della sinistra modenese resta scivoloso ed è comunque destinato ad interrompersi al bivio elettorale.
Quando tra due anni la Sinistra si presenterà contro il Pd alle elezioni (e dovrà farlo, almeno al primo turno)
Bosi come potrà fare la campagna elettorale contro il suo 'padre' politico Muzzarelli? Come combatterà contro il sindaco che ha avuto talmente fiducia in lui da raddoppiargli le deleghe? Un bivio di fronte al quale vi è un muro: destra (col Pd) o sinistra (fuori dal Pd) e
per non finire contro il muro conviene frenare prima, magari uscendo dalla giunta tra qualche mese.
Giuseppe Leonelli