Risorse pubbliche che verranno parcellizzate presumibilmente anche quest'anno, come negli ultimi anni, in singoli contributi da 1,60 euro per i servizi educativi 0-6 anni, per ogni giorno di effettiva frequenza, e 3,60 euro per le scuole primarie e secondarie di primo grado, in ragione della maggiore distanza dalle aree nomadi.
Il presupposto di questo contributo è quello che già aveva motivato la giunta Pighi, nel 2009, ad introdurlo: l'integrazione scolastica dei minori nomadi. In particolari alle scuole elementari e medie.
Che, in soldoni, si traduce in questo: visto che rimane difficile convincere le famiglie nomadi a mandare i loro figli a scuola (obbligo di legge), le si incentiva compensando i costi di trasporto (di fatto il carburante), per portarli con mezzi propri, vista la 'scomodità' o l'indisponibilità del trasporto pubblico.
La spesa complessiva annuale rinnovata negli anni si è attestata in media sugli 11.000 euro con punte di 13.000 euro. Una media che sarebbe confermata per quest'anno considerando che l'ultima determina prevede in circa la metà (5.500 euro), la cifra stanziata per l'ultima metà dell'anno scolastico.
Gli scorsi anni il provvedimento ha fatto scattare la critica di chi, in linea di principio, più che per le cifre in ballo, aveva contestato il privilegio concesso ai nomadi rispetto alle famiglie che non lo sono e per le quali, nonostante l'indicatore Isee, non esistevano (e non esistono) misure di sostegno che contemplassero direttamente il rimborso per il trasporto dei proprio figlii a scuola.
Cosa che invece è prevista per i residenti nei campi nomadi del comune.
Una prassi che parte da lontano
Una prassi, quella di pagare di fatto i costi di trasporto ai nomadi residenti nel Comune di Modena che portano a scuola i loro figli, che prosegue dal 2009, quando il Comune stabilì di assegnare un contributo assistenziale alle famiglie residenti nei campi nomadi collocati nel territorio comunale a condizione di provvedere direttamente al trasporto a scuola dei propri figli.
Dal 2014 la nuova giunta comunale (quella guidata da Muzzarelli che successe a quella di Pighi), decise di mantenere il contributo ma di rideterminarne (riducendoli) gli importi del 30% a seguito delle sempre minori risorse disponibili nel bilancio comunale; il contributo per il trasporto scolastico alle famiglie degli alunni nomadi è così stato abbassato a €. 1,60 per i servizi educativi 0-6, per ogni giorno di effettiva frequenza e € 3,60 per le scuole primarie e secondarie di primo grado, in ragione della maggiore distanza dagli insediamenti. Che nulla cambia in termini di principio.
Gi.Ga.
Nella foto, una delle microaree nomadi del Comune di Modena



