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Spese benzina ai nomadi che portano i figli a scuola: paga il Comune

Spese benzina ai nomadi che portano i figli a scuola: paga il Comune

Rinnovato anche per la seconda parte dell'anno scolastico il finanziamento per il contributo. Obiettivo, favorire l'integrazione scolastica


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Altri 5.500 euro per la seconda ed ultima parte dell'anno scolastico. E' questa la cifra che con la determina del 28 marzo scorso il Comune di Modena, sulla base di una scelta politica fatta già nel 2009 e confermata fino ad oggi, andrà a compensare le spese di trasporto con mezzi propri (di fatto il carburante), ai residenti nelle microaree nomadi del Comune di Modena che portano i loro figli a scuola.
 
Risorse pubbliche che verranno parcellizzate presumibilmente anche quest'anno, come negli ultimi anni, in singoli contributi da 1,60 euro per i servizi educativi 0-6 anni, per ogni giorno di effettiva frequenza, e 3,60 euro per le scuole primarie e secondarie di primo grado, in ragione della maggiore distanza dalle aree nomadi. 

Il presupposto di questo contributo è quello che già aveva motivato la giunta Pighi, nel 2009, ad introdurlo: l'integrazione scolastica dei minori nomadi. In particolari alle scuole elementari e medie.
Che, in soldoni, si traduce in questo: visto che rimane difficile convincere le famiglie nomadi a mandare i loro figli a scuola (obbligo di legge), le si incentiva compensando i costi di trasporto (di fatto il carburante), per portarli con mezzi propri, vista la 'scomodità' o l'indisponibilità del trasporto pubblico.  

La spesa complessiva annuale rinnovata negli anni si è attestata in media sugli 11.000 euro con punte di 13.000 euro.
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Una media che sarebbe confermata per quest'anno considerando che l'ultima determina prevede in circa la metà (5.500 euro), la cifra stanziata per l'ultima metà dell'anno scolastico.

Gli scorsi anni il provvedimento ha fatto scattare la critica di chi, in linea di principio, più che per le cifre in ballo, aveva contestato il privilegio concesso ai nomadi rispetto alle famiglie che non lo sono e per le quali, nonostante l'indicatore Isee, non esistevano (e non esistono) misure di sostegno che contemplassero direttamente il rimborso per il trasporto dei proprio figlii a scuola.
Cosa che invece è prevista per i residenti nei campi nomadi del comune. 

Una prassi che parte da lontano

Una prassi, quella di pagare di fatto i costi di trasporto ai nomadi residenti nel Comune di Modena che portano a scuola i loro figli, che prosegue dal 2009, quando il Comune stabilì di assegnare un contributo assistenziale alle famiglie residenti nei campi nomadi collocati nel territorio comunale a condizione di provvedere direttamente al trasporto a scuola dei propri figli.
Ai tempi venne stabilito che il contributo per ogni giorno di effettiva frequenza, fosse €. 2,40 per i servizi educativi 0-6 anni, per le scuole primarie e secondarie di primo grado e €. 5,20, in ragione della maggiore distanza degli insediamenti, per i frequentanti le secondarie di secondo grado. Ovvero, più il campo nomadi dove vivono le famiglie nomadi è lontano dalla scuola di riferimento e più il contributo per la copertura delle spese per il trasporto privato aumenta.

Dal 2014 la nuova giunta comunale (quella guidata da Muzzarelli che successe a quella di Pighi), decise di mantenere il contributo ma di rideterminarne (riducendoli) gli importi del 30% a seguito delle sempre minori risorse disponibili nel bilancio comunale; il contributo per il trasporto scolastico alle famiglie degli alunni nomadi è così stato abbassato a €. 1,60 per i servizi educativi 0-6, per ogni giorno di effettiva frequenza e € 3,60 per le scuole primarie e secondarie di primo grado, in ragione della maggiore distanza dagli insediamenti. Che nulla cambia in termini di principio.

Gi.Ga.







Nella foto, una delle microaree nomadi del Comune di Modena
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