'A ciò si aggiungono due ulteriori criticità che hanno portato all’abbandono di numerosi medici di PS. Il corso per medici di medicina generale, molto apprezzato dai professionisti che, con l’avanzare dell’età, faticano a mantenere i ritmi e i turni che un pronto soccorso richiede, non è organizzato in modo part-time, ma richiede un impegno significativo costringendo diversi medici dell’emergenza urgenza a licenziarsi per frequentarlo. L’organizzazione del corso è una competenza esclusiva della Regione che ha scelto scientemente di non andare in contro alle richieste dei sanitari. Si parla di circa 50 professionisti in regione che hanno optato di rinunciare al PS per frequentare questo corso che il PD ha voluto solo a tempo pieno. Su questo punto, anche il Presidente della Provincia Fabio Braglia ha scaricato l’Ausl che aveva assicurato invece l’insussistenza di criticità - chiude Platis -. Infine, avevo sollecitato l’applicazione del contratto SSN per proporre ai medici specialisti ambulatoriali di lavorare anche negli ambulatori del PS, ma l’Ausl ha risposto di non averlo mai fatto, quando vogliono invece impiegare il medico di emergenza sanitaria territoriale 118 in Pronto Soccorso. Un controsenso. Ho deciso quindi di ricorrere alla Corte dei Conti perché credo che qualcuno debba dare indietro ai cittadini emiliano romagnoli tutti quei soldi che vengono dati alle cooperative – ha rimarcato Platis – parliamo di medici privati che, per coprire i turni del PS, chiedono oltre 1.600 euro a notte. Un grave sperpero di denaro, che non può passare inosservato visto il lavoro e le probabili mancanze dell’Ausl Modenese'.
Spese medici Ausl Modena, depositato esposto formale a Corte dei Conti
Platis: 'A Modena non sono mai stati fatti direttamente i corsi abilitanti all’emergenza-urgenza e, nel 2023, in nessuna Ausl della Regione'
'A ciò si aggiungono due ulteriori criticità che hanno portato all’abbandono di numerosi medici di PS. Il corso per medici di medicina generale, molto apprezzato dai professionisti che, con l’avanzare dell’età, faticano a mantenere i ritmi e i turni che un pronto soccorso richiede, non è organizzato in modo part-time, ma richiede un impegno significativo costringendo diversi medici dell’emergenza urgenza a licenziarsi per frequentarlo. L’organizzazione del corso è una competenza esclusiva della Regione che ha scelto scientemente di non andare in contro alle richieste dei sanitari. Si parla di circa 50 professionisti in regione che hanno optato di rinunciare al PS per frequentare questo corso che il PD ha voluto solo a tempo pieno. Su questo punto, anche il Presidente della Provincia Fabio Braglia ha scaricato l’Ausl che aveva assicurato invece l’insussistenza di criticità - chiude Platis -. Infine, avevo sollecitato l’applicazione del contratto SSN per proporre ai medici specialisti ambulatoriali di lavorare anche negli ambulatori del PS, ma l’Ausl ha risposto di non averlo mai fatto, quando vogliono invece impiegare il medico di emergenza sanitaria territoriale 118 in Pronto Soccorso. Un controsenso. Ho deciso quindi di ricorrere alla Corte dei Conti perché credo che qualcuno debba dare indietro ai cittadini emiliano romagnoli tutti quei soldi che vengono dati alle cooperative – ha rimarcato Platis – parliamo di medici privati che, per coprire i turni del PS, chiedono oltre 1.600 euro a notte. Un grave sperpero di denaro, che non può passare inosservato visto il lavoro e le probabili mancanze dell’Ausl Modenese'.
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