'Ricordo che l’11 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha dichiarato sull’intero territorio nazionale, per sei mesi, lo stato di emergenza in conseguenza dell’eccezionale incremento dei flussi di persone migranti in ingresso nel territorio nazionale attraverso le rotte migratorie del Mediterraneo e parallelamente è stato posto a carico del Fondo per le emergenze nazionali un primo stanziamento straordinario da 5 milioni di euro, per le prime misure urgenti. Ebbene a fronte dell'intesa di quasi tutte le regioni si è registrato il no di Emilia Romagna, Toscana e Puglia - afferma Elisa Rossini -. Non capiamo come possa trovare coerenza questa decisione con i reiterati appelli al Governo da parte del sindaco di Modena per progetti e risorse al fine di garantire un’accoglienza dignitosa. Addirittura all’inizio di aprile 2023 durante una trasmissione televisiva con di rilevanza nazionale, il sindaco ha affermato che il Governo e il Parlamento attuali sottovalutano il problema dei migranti, lasciando soli i Comuni'.
'Peraltro si tratta di un netto cambio di rotta poichè tutti ricordano come Muzzarelli, prima dell’insediamento dell’attuale Governo, abbia sempre parlato di una città accogliente, rifiutando addirittura di parlare di “stranieri” quando ci si riferiva a persone giunte qui da altri paesi, relegando i problemi di integrazione e le conseguenti ricadute sulla sicurezza, a mere “percezioni” di alcuni. Poichè la dichiarazione dello stato di emergenza con la nomina di un Commissario è finalizzata a supportare i territori, la mancata adesione da parte della Regione Emilia Romagna all’intesa esclude la nostra regione da tutte le misure emergenziali indicate nell’ordinanza del capo della protezione civile. Un atto che reputiamo incomprensibile e non nell’interesse del territorio e vorremmo sapere dalla giunta, stante la svolta dimostrata dal sindaco Muzzarelli, come valuta la mancata intesa e quale impatto avrà sulla città di Modena'.



