'Se Calenda avrà l'umiltà di cercare Renzi- sostiene Felicori- e se Matteo avrà la saggezza di tendergli la mano, avremo un finale perfetto di un percorso imbarazzante. Gli elettori potranno scegliere fra: una sinistra che non ha perso il vizio di considerare parte costitutiva di sè la componente conservatrice; una destra che ancora deve chiudere i conti con l'atlantismo, l'europeismo e la storia italiana; un centro non moderato ma riformista e liberale'. Secondo Felicori, 'con questa configurazione non è mica detto che il centro-destra vinca di sicuro, magari Renzi e Calenda attraggono tutta l'area che votò Forza Italia, l'Ucd, eccetera'.
'E' una scelta che dipende da Roma, se dare vita ad un terzo polo oppure andare completamente da soli. Nel mentre però ci vediamo per cominciare ad organizzarci', informa la segretaria regionale di Azione, Giulia Pigoni.
Si vedrà se i nuovi scenari che si stanno aprendo sul piano nazionale sapranno cementare i rapporti non sempre idilliaci tra renziani e calendiani in terra d'Emilia. A lungo, per esempio, hanno pesato le ruggini per le mancate dimissioni dello stesso Felicori da consigliere regionale dopo le elezioni del gennaio 2020, passo che avrebbe consentito l'ingresso in Assemblea legislativa di Mara Mucci (Azione), prima dei non eletti all'interno della lista Bonaccini che vedeva la coabitazione tra i due partiti. Ovviamente un eventuale accordo per il terzo polo comporterà anche una rivisitazione delle liste. Ma intanto l'obiettivo immediato è raccogliere, con tutte le difficoltà del caso legate anche al periodo dell'anno e il poco tempo a disposizione, le firme necessarie per presentarle. Un primo appello a presentarsi ai gazebo, anche in mancanza di date e giorni precisi, è stato lanciato stamane da Azione Bologna.
'Abbiamo preso una decisione coraggiosa. Una scelta rischiosa, rinunciando a qualunque calcolo elettorale. Ora abbiamo bisogno di voi', si legge infatti sul profilo Facebook di Azione metropolitana, che invita alla 'mobilitazione'.




