'Ad oggi non ci sono motivi per pensare che possa andare diversamente nel caso della nuova struttura da 360 posti letto ultimato nell’area ex Corni, di cui 36 gestiti dal Comune. Positivo è il fatto che con la concessione di finanziamenti pubblici ai privati gestori sia stato possibile aprire all’ingresso del pubblico, cosa prima non praticabile, ma crediamo che il punto nodale possa e debba essere la garanzia che quel luogo non si trasformi in un ghetto urbano e sociale. Insieme ai vincoli posti ai gestori che avranno la responsabilità del 90% dei posti oltre al 10% del comune, crediamo sia indispensabile che nel medio e lungo periodo non si possa concedere stanze e alloggi a cooperative o soggetti che si occupano dell’accoglienza, come lo stesso comune ha deciso di fare alle Costellazioni. Il fatto che circa 250 posti letto finanziati con soldi pubblici siano destinati rigidamente all’utilizzo da parte di studenti universitari non pone al riparo da tale rischio relativo ai più di 100 poi rimanenti. Il guadagno facile garantito dalla cessione di pacchetti di stanze o di interi piani, come successo alle Costellazioni a operatori dell’accoglienza di richiedenti asilo, non può essere un'opzione, nemmeno ipotizzabile. Così come non si potrà derogare ai controlli rigidi sugli accessi e sulle presenze' - chiude Giacobazzi.
Studentato ex Corni, Giacobazzi (FI): ‘Costellazioni ed R-Nord precedenti preoccupanti'
'L’ingresso del Comune al 10% non garantisce nulla. Necessario dire no all’ingresso delle cooperative di accoglienza'
'Ad oggi non ci sono motivi per pensare che possa andare diversamente nel caso della nuova struttura da 360 posti letto ultimato nell’area ex Corni, di cui 36 gestiti dal Comune. Positivo è il fatto che con la concessione di finanziamenti pubblici ai privati gestori sia stato possibile aprire all’ingresso del pubblico, cosa prima non praticabile, ma crediamo che il punto nodale possa e debba essere la garanzia che quel luogo non si trasformi in un ghetto urbano e sociale. Insieme ai vincoli posti ai gestori che avranno la responsabilità del 90% dei posti oltre al 10% del comune, crediamo sia indispensabile che nel medio e lungo periodo non si possa concedere stanze e alloggi a cooperative o soggetti che si occupano dell’accoglienza, come lo stesso comune ha deciso di fare alle Costellazioni. Il fatto che circa 250 posti letto finanziati con soldi pubblici siano destinati rigidamente all’utilizzo da parte di studenti universitari non pone al riparo da tale rischio relativo ai più di 100 poi rimanenti. Il guadagno facile garantito dalla cessione di pacchetti di stanze o di interi piani, come successo alle Costellazioni a operatori dell’accoglienza di richiedenti asilo, non può essere un'opzione, nemmeno ipotizzabile. Così come non si potrà derogare ai controlli rigidi sugli accessi e sulle presenze' - chiude Giacobazzi.
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