Partiamo dalla decisione di candirsi alle Regionali come indipendente. Quanto ha pesato su questa scelta la delusione per l’esito delle primarie a Carpi?
'Dopo le primarie, e per come si sono svolte, non mi sono più riconosciuto nel Partito democratico. Ho accettato però la candidatura come indipendente nella lista civica perché rimane in me la passione per la politica e il desiderio di mettermi a disposizione del mio territorio. Ma questa volta parliamo di un’area molto più vasta e di una dimensione provinciale. Per le regionali hanno diritto di voto in Provincia di Modena oltre cinquecentomila cittadini, mentre alle primarie del centrosinistra hanno partecipato complessivamente tremila persone. Ovviamente spero di rimotivare coloro che si sono riconosciuti nella mia candidatura e nei valori alla base del programma che definimmo assieme per le primarie. Io sono sempre lo stesso'.
Italia viva non ha potuto presentarsi col suo simbolo per il diktat imposto da Conte, in ogni caso lei avrà l’appoggio del partito di Renzi. È il preludio a un suo ingresso in IV?
'Intanto con i diktat e i veti il centrosinistra non va da nessuna parte, come hanno dimostrato le elezioni in Liguria. Se il cosiddetto campo largo non è largo veramente, diventa un camposanto per il centrosinistra. Ringrazio e sono felice del sostegno di IV, come del sostegno di tante persone e liste civiche di diversi territori, da sud a nord della provincia, da Formigine a Mirandola, passando per tanti gruppi informali che si stanno attivando. Mi sono messo a disposizione, ma non ho intenzione di iscrivermi ad altri partiti ed è per questo che mi sento pienamene a mio agio nella lista civica di De Pascale. Ho accettato la candidatura perché sono vicino e vorrei provare a rappresentare l’elettorato riformista del centrosinistra e quelle comunità politiche e aree civiche che hanno un atteggiamento non ideologico e di buon senso nella pratica politica'.
La proposta di De Pascale si pone in netta continuità con la esperienza di Bonaccini. Cosa crede possa essere cambiato rispetto agli ultimi 10 anni di governo della Regione?
'In questo decennio il mondo, e l’Emilia-Romagna, è cambiato. Le guerre e le loro conseguenze in primo luogo umane ma anche economiche si fanno sentire.
Crisi del modello sanitario Emiliano e gestione del nodo idrogeologico. Tra Regione e Governo vi è stato un lungo rimpallo di responsabilità. Sottoscrive la posizione del centrosinistra su entrambi i temi?
'È inconfutabile che il Governo stia riducendo drasticamente i finanziamenti per la sanità e che alla Regione debbano ancora aspettare i rimborsi di quanto speso durante la pandemia da covid-19 e anche per quelle che saranno le sfide del domani sono fondamentali gli investimenti sulle risorse umane: mancano infatti molti professionisti e questo dipende certamente anche dal taglio delle risorse economiche.
Come ha vissuto questa campagna elettorale? Quali i temi su cui ha puntato maggiormente?
'In giro per la provincia, in lungo e in largo, e poco sui social, se non per raccontarla. Sto misurando quanto passi faccio ogni giorno tra mercati, centri storici, zone industriali. Ho superato nelle prime tre settimane i 350mila, con una media di oltre 15mila passi al giorno, per incontrare persone e ascoltare le loro opinioni, anche a costo di prendermi delle critiche e qualche vaffa… che ammetto esserci stato. I temi su cui punto maggiormente sono quelli che mi appartengono di più, ovvero scuola, cultura, formazione, università, ma candidandomi a consigliere ritengo di dovermi impegnare a 360 gradi e lo farò anche sul tema del trasporto pubblico, che da lavoratore pendolare vivo ogni giorno, sulla semplificazione e sburocratizzazione amministrativa e sul tema che io ritengo il problema dei problemi, ossia quello della casa, che va aggredito e affrontato'.
In lista i principali contendenti in termini di preferenze sono Paldino e Franchini. Pensa di poterli scavalcare?
'Per me non è una gara contro qualcuno, ma per qualcosa, ossia per valori, programmi e idee a sostegno della candidatura di De Pascale e del suo programma. Nella lista civica di De Pascale non conosco tutti i candidati, ma vedo dai curriculum e dai percorsi che è composta da donne e uomini di qualità, con diverse esperienze e tanta passione civile. Trattandosi di una lista civica ci unisce soprattutto il suo programma e il desiderio di contribuire alla sua elezione con le nostre diverse sensibilità e competenze'.
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