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'Terapie ormonali gratuite ai transgender, la Regione si fermi'

'Terapie ormonali gratuite ai transgender, la Regione si fermi'

Barcaiuolo: 'Oggi, in caso di disforia di genere, le linee guida internazionali prevedono terapie che in Italia sono vietate'


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Contro la Delibera di Giunta di ieri, con la quale la Regione Emilia Romagna del presidente Bonaccini (sopra in foto) si impegna a somministrare gratuitamente le terapie ormonali ai residenti tramite le farmacie ospedaliere (qui l'articolo), si scaglia anche Fratelli d’Italia.
“Capisco l’entusiasmo della Giunta che festeggia in nome di diritti, a suo dire, finalmente riconosciuti. Ma sbaglia le premesse: la Legge Regionale 15 del 2019, quella a cui si fa riferimento, all’art. 5 prevede che il Servizio sanitario regionale, i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari sostengono e promuovono iniziative di informazione, consulenza e sostegno sulle tematiche specifiche che coinvolgono le persone gay e lesbiche, transessuali, transgender e intersex - afferma Michele Barcaiuolo -. Nulla riguardo la necessità di addossare al SSN le terapie”. Nell’interpellanza depositata in Regione Barcaiuolo pone l’accento sulle evidenze tecnico-scientifiche che sottendono le terapie ormonali: “Si tratta per lo più di farmaci irreversibili, che quindi una volta iniziati, sia in caso di intervento chirurgico per cambio anatomico del sesso sia in caso di solo cambio anagrafico, andranno continuate tutta la vita. Con un’altissima concentrazione di effetti collaterali. Non lo dico solo io, lo dicono gli stessi pazienti in cura.

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Su questo, che esula dalla mia opinione personale sulla decisione della Giunta, chiedo un’attenzione particolare”.

A questo problema è poi strettamente collegato quello, per Barcaiuolo gravissimo e sui cui promette battaglia, della somministrazione ai minori: “Oggi, in caso di disforia di genere, le linee guida internazionali prevedono terapie che in Italia sono vietate, tranne in casi espressamente autorizzati dal Comitato regionale di Bioetica, che consentono la somministrazione di farmaci che bloccano la pubertà. Al netto del mio disaccordo, a prescindere, su tutta la linea, ad ogni buon conto interverremo per far sì che in Emilia-Romagna non venga mai concessa una terapia ormonale su minori o peggio su bambini”.

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