“Il tema di fondo – sottolinea Letta – è come fermare quello che sta accadendo. Credo sia necessario riprendere i punti cardinali con quali muoversi in questo momento: innanzitutto c’è bisogno dell’unità massima di tutti i Paesi europei. Se fino adesso, un mese e una settimana dopo l’inizio delle ostilità, la Russia non ha fatto dell’Ucraina una nuova Cecenia, ma la resistenza degli ucraini ha bloccato l’avanzata degli invasori russi e ha creato una situazione in cui è tutt’altro che scontata la vittoria russa e l’annullamento della Ucraina come Stato sovrano, questo è dovuto a uno straordinario effetto della resistenza del popolo ucraino e all’efficacia delle sanzioni. Perché, oggettivamente, quello che si sta vedendo è che l’efficacia bellica russa è inferiore a quanto si immaginava e allo stesso tempo la capacità della resistenza ucraina è maggiore di quello che si pensava”.
Il segretario del Pd prosegue: “Noi usciamo da due anni di pandemia, adesso la sciagurata guerra di Putin rischia di mettere duramente in crisi la nostra economia. Insisto sulle responsabilità: chi mette in crisi la nostra economia è Putin, è la guerra di Putin, non è la resistenza degli ucraini. La guerra di Putin è colpevole per la difficoltà che l’Italia sta incontrando per la ripresa economica. La guerra di Putin sta creando danni molto difficili da gestire per la nostra economia, per le famiglie e le per le imprese. Quindi noi dobbiamo mettere in campo una reazione che protegga la nostra l’economia“.
Letta spiega: “Deve essere una reazione multilivello, innanzitutto deve essere una reazione europea. C’è stato il risultato molto importante ottenuto da Draghi una settimana fa con gli acquisti congiunti di gas e di materie energetiche. È un primo passo. Poi l’Ue deve fare fare l’Unione dell’energia: occorre mettere il limite ai prezzi del gas, occorrerà avere uno scenario di gestione dell’emergenza e soprattutto se, come io auspico, si andrà a un embargo del
“La questione centrale io la vedo così – aggiunge il leader dem -, abbiamo vissuto per decenni sotto l’ombrello di sicurezza americano, pagato dal contribuente americano. È stata la base dell’infrastruttura che ha difeso l’Italia e buona parte del continente europeo. Quello che è capitato in questi anni, e soprattutto la prospettiva che abbiamo davanti, ci porta ad avere un grande obiettivo che dobbiamo perseguire, che è stato fino ad oggi enunciato a parole ma non portato avanti con i fatti: la costruzione dell’Europa della sicurezza, dell’Europa della difesa”.
Per Letta, si tratta di un obiettivo non più procrastinabile: “Io credo sia maturo il tempo per fare un’Europa della Difesa e della Sicurezza non per un sentimento di sfiducia nei confronti degli americani, ma perché la gamba europea della Nato deve avere una sua capacità autonoma, forte ed efficace. E anche perché la gran parte delle situazioni di conflitto e di tragedie che stiamo vivendo capitano vicino a casa nostra, non accanto alla porta di casa degli Stati Uniti.



