Giancarlo Muzzarelli spiega con fare deciso, che fa presagire ad una sua ricandidatura, in una conferenza stampa dove è chiaro chi ha e chi avrà in mano il futuro dell'urbanistica a Modena (oltre a lui, l'assessore Anna Maria Vandelli e il dirigente Capo Maria Sergio), la sua visione (termine che pensavamo sparito dal vocabolario della politica modenese), della città, e del futuro a saldo zero. E lo fa con passione, quando al termine della conferenza stampa ricca di dati si sfoga e dice: 'Basta ad aree ferme da 30 anni. Sogno una città rigenerata, più compatta e più verde. Modena ripensata in questo modo sarà bellissima, ne sono certo. E tempo che i privati ed i costruttori fermi da decenni in aree da riqualificare decidano e ci comunichino che cosa vogliono fare e se hanno le condizioni per farlo'.
'Noi dobbiamo costruire la città del futuro e con questa operazione dal mese di ottobre sapremo, sulla base delle indicazioni che arriveranno dai costruttori e dai privati quali sono le parti della città che potranno ripartire ed essere rigenerate. Ciò vuole dire costruire lavoro per il futuro. Tutti dovranno mettersi in gioco, tutti dovranno fare i conti in casa propria, con i propri collaboratori, con le banche e con tutti i soggetti coinvolti nei singoli interventi'
Su Vaciglio la questione appare chiusa e a spiegarlo l'Assessore Vandelli: 'Non possiamo e non potevamo fermare come giunta un Piano già approvato. Il nostro sforzo politico, in direzione del saldo zero, è stato definito dall'intervento sulle aree F e G.
E alla nostra domanda sul perché un atto politico così forte che pone in primo piano la necessità di dare forma, partendo da una fotografia dettagliata dell'esistente, dei piani urbanistici falliti, una nuova visione della città dei prossimi decenni, arrivi solo ora, e non all'inizio del mandato, la risposta è stata: 'La nuova legge urbanistica regionale ha posto la necessità di una svolta, che noi abbiao voluto dare per primi'.
'Un'operazione di trasparenza e verità' - la chiama Muzzarelli: 'Attraverso l'avviso e le dichiarazioni di intenti dei privati e dei costruttori selezioneremo ciò che delle 178 aree urbane in cui abbiamo diviso la città, si potrà cancellare o mantenere. In questi due mesi sottoporremo alla città e ai costruttori lo studio (che da 2 luglio sarà anche on-line sul sito del comune), che abbiamo realizzato e sul quale chiediamo ai privati e ai costruttori di esprimersi.
Per questo il Comune ha organizzato assemblee territoriali: i prossimi 9 e 12 luglio la Giunta andrà nei Quartieri di Modena a incontrare i cittadini.
“Andremo sul territorio - ha spiegato l’assessora Vandelli - per illustrare l’avviso, il percorso e gli obiettivi del futuro Piano urbanistico generale. La discussione sull’urbanistica deve scendere dal cielo in terra con numeri, carte e soluzioni praticabili”, ha aggiunto sottolineando: “Dal 2014 al 2018 abbiamo messo in cantiere solo progetti di rigenerazione e qualificazione urbana; questa Giunta non ha fatto accordi che abbiano comportato ulteriore consumo di territorio, né per trasformare zone F e G in residenziale né accordi in espansione. Stiamo chiedendo uno sforzo anche ai privati che devono considerare quanto la loro iniziativa apporta in termini di interesse pubblico: bisogna ingranare la marcia verso una responsabilità collettiva per una nuova mobilità e un nuovo modello di abitare”.
E sulla lettera dei costruttori il sindaco ha affermato: “Dopo due riunioni del Tavolo per la crescita, nelle quali le critiche non sono emerse, almeno non nella forma e nei contenuti diffusi ieri, le associazioni dei costruttori hanno deciso di rivolgersi direttamente al Consiglio quando avrebbero potuto chiedere alla Giunta un supplemento di confronto e di chiarimenti”.
Gianni Galeotti



