'In occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Vasco Rossi il M5S aveva sottolineato come il sindaco avesse impostato tutto su una forte esposizione mediatica. Le recenti considerazioni del Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) su segnalazione de La Pressa, però, gettano sulla vicenda una luce diversa. La cerimonia avrebbe avuto caratteristiche capaci di andare ben oltre alla comunicazione istituzionale indispensabile per l'esercizio delle proprie funzioni e quindi ben oltre ì limiti imposti della legge. Infatti il periodo entro cui sono espressamente vietate tali iniziative è iniziato il 29 dicembre scorso, e non il 19 gennaio come da comunicazione pervenuta ai consiglieri comunali. Del resto, quando si cammina sempre sul filo tra forma e sostanza, anche l’uomo delle regole - come ama definirsi Muzzarelli - può incappare in un clamoroso errore'.
Ad intervenire in questi termini sulla triste vicenda del segnalato mancato rispetto della Par condicio da parte dell'amministrazione comunale (con clamoroso errore di comunicazione ufficiale da parte di Francesca Maletti) è il Movimento 5 Stelle di Modena.
'Già alcune comunicazioni in Consiglio comunale (come quella recente sui rifiuti) ci erano parse più orientate alla campagna elettorale che non all’informazione dei cittadini. L’attacco sistematico a chiunque la pensi diversamente è infatti la vera regola seguita senza eccezioni dal nostro sindaco. Mentre tuttavia durante il Consiglio le nostre considerazioni attengono alla sfera dell’opinabile, se Agcom (Autorità Nazionale Garante per le Comunicazioni) confermasse la valutazione del Corecom ci troveremmo davanti a una grave ingerenza della politica locale sulle votazioni del 4 marzo. In quest’ottica ci preoccupa anche la possibile candidatura al Parlamento della presidente del Consiglio, Francesca Maletti: se sarà confermata, c’è il rischio che il suo attuale ruolo le conferisca - anche senza particolari forzature - un’esposizione mediatica supplementare rispetto agli altri candidati. La invitiamo dunque a valutare seriamente l’ipotesi di lasciare da subito la Presidenza del Consiglio, in modo da non incorrere nel suddetto rischio e da consentire un più sereno svolgimento della campagna elettorale. Anche per questi motivi - oltre che per un senso di rispetto dello specifico mandato conferito dagli elettori - il MoVimento 5 Stelle vieta il “salto di poltrona”: chi è in carica in un determinato ruolo non può candidarsi per un altro. Tale principio è stato applicato anche alle recenti Parlamentarie'.


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