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'Violenza Magreta, serve uno stop al sistema di accoglienza'

'Violenza Magreta, serve uno stop al sistema di accoglienza'

Giacobazzi (FI): 'Siamo arrivati al punto di dover scegliere tra la sicurezza dei nostri figli e la tutela di giovani stranieri che troppo spesso non sono né davvero minori né realmente soli'


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'Quanto accaduto a Magreta è agghiacciante. È ora di dire basta con l'accoglienza senza controllo e con le cooperative che vivono di questo sistema'. Il consigliere comunale e provinciale di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi, commenta il grave fatto di cronaca avvenuto ieri mattina a Tabina di Magreta, frazione del Comune di Formigine, dove una donna di 65 anni è stata vittima di una violenta aggressione a sfondo sessuale.
L’episodio si è consumato intorno a mezzogiorno, mentre la donna si trovava sulla pista ciclabile per una passeggiata. A sorprenderla, un giovanissimo straniero in bicicletta, che l’avrebbe gettata a terra e aggredita fisicamente nel tentativo di violentarla. La vittima ha reagito con forza, riuscendo a divincolarsi e a costringere l’aggressore alla fuga. Nonostante lo shock e le ferite, è riuscita a chiamare i soccorsi. I sanitari del 118 l’hanno trovata in stato confusionale e con evidenti segni di percosse, trasportandola d’urgenza all’ospedale, dove è stata presa in carico secondo i protocolli per le vittime di violenza. Le indagini, avviate immediatamente dai carabinieri di Sassuolo, hanno portato nel giro di poche ore all’identificazione del presunto responsabile: un minore straniero non accompagnato ospite di una comunità nei pressi del luogo dell’aggressione.
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I militari, seguendo le intuizioni investigative, si sono recati presso la struttura e, dopo una perquisizione, hanno sequestrato oggetti e abiti ritenuti utili. Le indagini sono ora affidate alla Procura dei Minori.
L’attacco, per la sua efferatezza e per il coinvolgimento di un minore accolto in una comunità, ha acceso immediatamente lo scontro politico. Giacobazzi ha puntato il dito contro le cooperative del settore, chiedendo che si assumano pienamente la responsabilità civile e penale di quanto accaduto: 'Devono spiegare perché questo soggetto non era controllato e come funziona il sistema di monitoraggio. Non si può più raccontare che siano tutti bravi ragazzi'. Il consigliere ha concluso con un appello duro e senza mezzi termini: 'Chi difende questo sistema è parte del problema. Continuare a mantenere queste persone sul territorio è un rischio crescente per l’incolumità dei cittadini. Siamo arrivati al punto di dover scegliere tra la sicurezza dei nostri figli e la tutela di giovani stranieri che troppo spesso non sono né davvero minori né realmente soli'.
Un episodio che ha scosso la comunità e che riporta al centro del dibattito pubblico il tema della gestione dell’accoglienza e della sicurezza nei territori.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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