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Voto a Mirandola, Casari: 'Chi ha pensato di creare Aimag ora si rivolta nella tomba'

Voto a Mirandola, Casari: 'Chi ha pensato di creare Aimag ora si rivolta nella tomba'

'Centrodestra ha tradito gli elettori. Col passaggio ad Hera muore il concetto di azienda del territorio e le tariffe per i cittadini della Bassa aumenteranno'


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'Nella vicenda della cessione del controllo di Aimag ad Hera la cosa più preoccupante è che la destra e sinistra che governano i Comuni interessati concordino, è venuta a mancare la politica. Poi ci si stupisce perché la gente non vota...' A intervenire con queste parole sul caso Aimag dopo il voto a Mirandola, Novi e Concordia (e in attesa del voto a Carpi) è Roberto Casari storico volto della Cpl e profondo conoscitore delle dinamiche legate alle aziende multiservizi.
Casari, è stupito del voto a Mirandola? Il centrodestra in campagna elettorale promise che Aimag sarebbe rimasta pubblica, ora il sindaco Budri e la sua maggioranza hanno votato a favore della cessione del controllo ad Hera.
'Mi chiedo perchè si chieda il voto ai cittadini promettendo impegni precisi se poi una volta eletti si procede contraddicendo se stessi e tradendo la fiducia data. Gli amministratori locali sono chiamati a gestire la cosa pubblica locale, non certo a votare ordini del giorno per la pace in Ucraina'.
Ma come spiega questa marcia indietro del centrodestra?
'Va chiesto al sindaco Budri e alla sua maggioranza. So che in Consiglio comunale prima del voto è intervenuto anche Alberto Reggiani, amministratore di Ri.Eco, socio correlato di Aimag e di Acr spa, entrata due anni fa nel gruppo Hera.
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Se la paura è che il mancato sì al piano di Hera possa creare problemi di occupazione a Mirandola, mi limito a dire che chiunque gestirà i servizi a Mirandola dovrà assumere personale, quindi il problema semplicemente non esiste. Lo capisce chiunque'.
Quali saranno a suo avviso le conseguenze per i cittadini della Bassa una volta che il piano andrà in porto?
'La verità è che chi ha pensato di creare Aimag, ora si rivolta nella tomba. Col passaggio ad Hera muore il concetto di azienda del territorio e le tariffe per i cittadini della Bassa aumenteranno sicuramente'.
Come fa ad esserne certo?
'Innanzitutto perchè le aziende che offrono servizi quando superano i 500mila utenti smettono di fare sinergie ed aumentano solo costi interni e per burocrazia, lo dicono i numeri. In secondo luogo con l'allargamento del bacino Hera procederà con un ampio piano investimenti che verranno spalmati sull'intero territorio. In questo modo i cittadini della Bassa che hanno già ammortizzato gli investimenti fatti in passato, pagheranno anche per gli investimenti fatti altrove.
Il gioco delle multiutility è questo: fare investimenti non certo per il bene del territorio, ma come piano finanziario per poi recuperarli con gli interessi attraverso l'aumento delle tariffe'.
Eppure anche il centrosinistra a Concordia si è espresso come il centrodestra di Mirandola e a Carpi accadrà altrettanto.
'Ecco appunto. Almeno facciamoci questa domanda. Perchè il centrodestra che aveva promesso di essere diverso ora vota come il Pd?'
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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