Del resto il risultato delle ultime amministrative con il trionfo del centrodestra anche in realtà toscane e marchigiane da sempre a traino Pd e centrosinistra, ha dimostrasto che vincere anche nella roccaforte modenese non sarebbe impossibile. In primis però è ovviamente necessario volerlo davvero.
Il nome di Cavicchioli rappresenterebbe una garanzia di apertura a mondi non strettamente vicini alla destra, ma difficilmente si potrà arrivare a una sintesi sul presidente uscente della Fondazione: da una parte Cavicchioli chiederà garanzie prima di gettarsi in uno scontro politico frontale col Pd e dall'altra Fdi cercherà viceversa di ottenere da Cavicchioli l'offerta di una dote di voti dell'area centrista del Pd prima di garantire alcunchè. Posizioni difficilmente conciliabili.
Con Sola invece il discorso potrebbe essere più semplice. Certo, non sarebbe un vero candidato di bandiera di Fdi (come potrebbe essere Michele Barcaiuolo stesso per intenderci), ma è pur vero che il suo sarebbe un civismo più sfumato di quello di Cavicchioli e all'avvocato il partito potrebbe chiedere meno in termini di una dote di voti non di area.
Il nodo principale da sciogliere, in ogni caso, sarà quello di trovare il consenso degli alleati, Forza Italia e Lega in primis. E' vero che per i Comuni sopra i 15mila abitanti arriveranno indicazioni chiare da Roma sulla unità del centrodestra, ma è anche vero che un conto è sostenere convintamente un candidato, un altro è farlo obtorto collo (come avvenne in parte 4 anni fa nel caso di Stefano Prampolini, imposto dalla Lega agli alleati). Anche perchè ora tra le fila di Forza Italia c'è chi fa notare come a Modena sia più facile tentare di vincere con un profilo meno schiacciato a destra e in grado di parlare al mondo cattolico Pd.
Quello che è certo è che la spaccatura nel centrodestra a Serramazzoni, con Fdi a sostegno dell'uscente Bartolacelli e Forza Italia e Lega in appoggio alla vincente Ferrari, ha dimostrato che i rapporti tra i tre partiti sono tutt'altro che idilliaci. Il tutto mentre in casa Pd scendono le azioni di Andrea Bortolamasi e salgono quelle del bonacciniano Davide Baruffi e di Stefano Vaccari, due big in grado, spera il Pd, di evitare quanto accaduto da Ancona a Siena. Con il fedelissimo della Schlein, Andrea Bosi, (nella foto insieme a Sola) a fare da outsider di sinistra-sinistra, un nome che scoprirebbe ulteriormente il Pd al centro, facendo il gioco proprio di un candidato come Giacobazzi o Cavicchioli.
Giuseppe Leonelli



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