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Fondamentalismo islamico a Modena: quando in città si radunarono nomi coinvolti nell'11 settembre

Fondamentalismo islamico a Modena: quando in città si radunarono nomi coinvolti nell'11 settembre
Fondamentalismo islamico a Modena: quando in città si radunarono nomi coinvolti nell'11 settembre

Il 4 agosto 1994, si ritrovarono in un evento dichiaratamente culturale alla Polisportiva Saliceta. Furono individuati grazie all'intuito della Digos e dell'allora ispettore capo Zaccaria

Il 4 agosto 1994, si ritrovarono in un evento dichiaratamente culturale alla Polisportiva Saliceta. Furono individuati grazie all'intuito della Digos e dell'allora ispettore capo Zaccaria


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Ayman al Zawahiri, considerato il vice di Bin Laden e dopo la morte di quest'ultimo dal 2011 al 2022 a capo del gruppo terrorista islamico Al-Qaida, era stato individuato anche a Modena nell’agosto del 1994 quando gli spazi della Polisportiva Saliceta San Giuliano, in un caldo agosto, vennero presi in affitto per un raduno che vide la partecipazione di numerose figure individuate come di spicco del terrorismo islamico. Imam e predicatori arrivarono da tutta Europa e rimasero in città per diversi giorni. Nessuno avrebbe immaginato che in un ritrovo ufficialmente convocato come festa per famiglie islamiche, con la partecipazione anche di donne e bambini, si trovassero terroristi di alto calibro, ricercati in tutto il mondo e che sette anni più tardi sarebbero stati coinvolti nell'attentato delle torri gemelle.
Personaggi del genere, capaci di sfuggire agli 007 di tutto l il mondo, si trovavano a Modena, alla luce del sole. A Modena. Nessuno lo immaginava, nessuno lo avrebbe sospettato, escluso il personale della Digos, ed in particolare l'allora dirigente Giuseppe Zaccaria, noto già come 'superpoliziotto', per avere gestito casi di cronaca, collaborato con Giovanni Falcone, scortato Marco Biagi e, nel 1975, per avere contribuito a sventare il rapimento di Enzo Ferrari.
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Fu per la sua volontà che in occasione del raduno islamico, venne predisposto un monitoraggio costante dell'evento e ne documentò con una grande quantità di immagini fotografiche, nonostante le tecnologie a disposizione non fossero quelle di oggi, le fasi ed i personaggi.I volti delle persone furono oggetto di analisi approfondite. In primo momento, confrontate con le banche dati nazionali ed internazionali, portarono ad un binario morto, fino a quando arrivò la svolta. Il personale della Digos ed in particolare l'allora ispettore Capo Giuseppe Zaccaria non abbandonò le ricerche e l'analisi di quei volti e di quelle storie. Capiva che qualcosa, in quel contesto, in quelle forme in quelle dinamiche, non andava, nonostante l'apparenza. Istinto da investigatore. Zaccaria passò settimane ad analizzare immagini e documenti negli uffici della questura di Modena. Una ostinazione che diede risultati straordinari quando le foto furono attentamente analizzate dall'intelligence straniere. Venne evidenziata una corrispondenza che individuava nei presenti del raduno modenese esponenti di spicco del terrorismo islamico e di di quella che fu Al-Qaida, organizzazione terrostica islamica con a capo Osama Bin Laden. Una vicenda incredibile, che mise in risalto la straordinaria capacità dell'intelligence della Polizia di Stato di Modena, riassunta nel docu-film Jihad Summer Camp, realizzato dal regista Luca Bedini.
Cortometraggio prodotto dalla casa di produzione Taiga e premiato in diversi festival.Il docu-film venne presentato tre anni fa a Mirandola dove nuovamente incontrammo Giuseppe Zaccaria.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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