Nel corso della sua relazione, Zanca non ha nascosto le perplessità per le difficoltà incontrate dall’amministrazione comunale nell’ottenere informazioni ritenute essenziali per valutare lo stato gestionale e operativo della società del trasporto pubblico locale. Una carenza informativa che, secondo l’assessore, rappresenta di per sé un elemento critico. 'Il fatto che nemmeno il Comune riesca ad avere dati fondamentali segnala già un motivo di preoccupazione' - ha confermato rispondendo ad una nostra domanda. .
Al centro delle criticità richiamate da Zanca c’è il ruolo dei soci pubblici all’interno della società di trasporto. 'Se la funzione dei soci pubblici dentro Seta si riduce ad aumentare il prezzo del biglietto, senza sapere bene a quale scopo e in quale quadro complessivo, questo è un dato oggettivamente preoccupante', ha affermato l’assessore, parlando apertamente di problemi di governo dell’azienda che, ha aggiunto, 'sarà compito del Comune affrontare nelle prossime settimane'.
La delibera, nelle intenzioni della giunta, avrebbe dovuto rappresentare un passaggio di chiarezza e legittimità nell’azione dell’ente. Un punto ribadito dallo stesso Zanca, che ha ricordato come il Comune di Modena abbia già avviato, insieme alle altre amministrazioni pubbliche coinvolte, un gruppo di lavoro finalizzato alla definizione di un patto di sindacato tra i soci pubblici. 2Abbiamo attivato una consulenza giuridica di alto livello – ha spiegato – e la nostra linea di condotta è assolutamente chiara e definita2.
Non poteva mancare un riferimento ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti, che negli ultimi mesi hanno acceso i riflettori su Seta, Amo e su altre partecipate. Su questo fronte, Zanca ha rivendicato la tempestività dell’azione comunale. 'Il Comune di Modena si è immediatamente attivato per rispondere in maniera positiva a tutte le osservazioni della Corte dei Conti', ha dichiarato, ricordando come già nel Consiglio comunale di luglio, in occasione della presa d’atto delle deliberazioni della magistratura contabile, l’amministrazione avesse condiviso le criticità emerse e dato mandato ad Amo di attivarsi per il recupero delle somme ritenute distratte.
Poi il colpo di scena: il Consiglio comunale non è stato in grado di garantire il numero legale necessario per votare la delibera.
Gi.Ga.


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