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Policlinico svuotato, il caso Modena finisce in Regione: 'Così il sottosegretario Rontini smentisce Mezzetti'

Policlinico svuotato, il caso Modena finisce in Regione: 'Così il sottosegretario Rontini smentisce Mezzetti'
Policlinico svuotato, il caso Modena finisce in Regione: 'Così il sottosegretario Rontini smentisce Mezzetti'

Pulitanò (Fdi): 'E l'università è rimasta in silenzio, un silenzio che possiamo tranquillamente definire un urlo in una grotta di opacità'

Pulitanò (Fdi): 'E l'università è rimasta in silenzio, un silenzio che possiamo tranquillamente definire un urlo in una grotta di opacità'


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'Voglio sgombrare subito il campo da ogni equivoco. Non siamo di fronte a decisioni calate dall'alto né a progetti definitivi assunti a prescindere dagli organi di governo democratico del territorio. Come ha ribadito con estrema nettezza anche il Presidente De Pascale nei giorni scorsi, la visione sul futuro delle nostre strutture sanitarie non è e non sarà mai un atto unilaterale. Quello che il dibattito pubblico e l'uscita di queste settimane hanno fatto emergere è l'avvio di un percorso di riflessione strategica e di prospettiva, nato dalla consapevolezza che la sanità pubblica deve saper guardare ai bisogni di cura e alle trasformazioni demografiche e tecnologiche dei prossimi trent'anni'.

Così il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini, ha risposto ieri in Aula durante il Question Time al consigliere regionale Fdi Ferdinando Pulitanò sul caso-Policlinico di Modena.


'Come ha detto più volte in queste settimane il Presidente della Ctss di Modena, proprio perché parliamo di una riorganizzazione e di investimenti di tale portata, il percorso vedrà coinvolti rigorosamente tutti gli interlocutori previsti, la stessa Ctss, l'università, i professionisti sanitari, le rappresentanze sindacali e le organizzazioni di volontariato, naturalmente questa assemblea legislativa - ha aggiunto la Rontini -. Un esempio concreto di questo approccio è già pienamente operativo nei tavoli di lavoro per il riordino dell'offerta sanitaria provinciale, un percorso istituito su esplicito mandato della conferenza territoriale sociale sanitaria.

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In tale sede le diverse componenti del sistema sanitario locale operano in sinergia garantendo che ogni scelta di programmazione e riorganizzazione sia il frutto di un confronto strutturato, orientato all'equità di accesso e alla valorizzazione dell'intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri'.


'Allo stesso modo la riflessione aperta sulle prospettive di Baggiovara non mette in discussione la sostenibilità della rete ospedaliera provinciale negli impegni già assunti in altri distretti a partire dalla realizzazione del nuovo ospedale di Carpi e dalla sinergia con i presidi territoriali come quello di Sassuolo. L'obiettivo è costruire una rete realmente integrata e complementare nella quale ogni nodo possa esprimere una propria vocazione e offrire la risposta più appropriata ai diversi bisogni, dall'alta complessità all'emergenza urgenza fino alla prossimità e all'integrazione con i servizi sociosanitari del territorio. Respingo quindi con determinazione l'idea che si stia lavorando a uno svuotamento o a un depotenziamento del Policlinico o del territorio provinciale. Gli investimenti autorizzati e in corso sul Policlinico dalle palazzine di nuova edificazione alla messa in sicurezza sismica o agli investimenti riferibili all'innovazione tecnologica non sono risorse sprecate, sono interventi prioritari e necessari che stanno garantendo oggi standard di sicurezza e qualità clinica all'avanguardia sia per i pazienti che per gli operatori.

In conclusione confermo che non esiste alcuna scelta preordinata, ne è sottratta al confronto e alla programmazione condivisa. Le decisioni saranno collocate coerentemente nel quadro delle linee di indirizzo regionali e nel percorso di riordino provinciale già avviato. Aprire una riflessione strategica basata su dati di attività, indicatori di salute e criteri di sostenibilità del sistema non è una fuga in avanti ma è esattamente il metodo che sosteniamo. Un servizio sanitario pubblico forte non attende le criticità ma analizza i bisogni con rigore e programma in anticipo l'evoluzione delle cure e se c'è una cosa che questo dibattito ha fatto emergere è la volontà della Regione Emilia-Romagna di continuare a investire sulla sanità modenese' - ha chiuso la Rontini. 


Una risposta che però ha lasciato tutte le questioni aperte sul tavolo. Il Policlinico si trasformerà dunque in un ospedale per bassa e media complessità? E' vero o non è vero - come affermato da Mezzetti - che verranno creati alloggi negli spazi lasciati vuoti dopo il trasloco a Baggiovara? Domande alle quali la Rontini non ha risposto, un silenzio che - secondo Pulitanò - rappresenta una smentata rispetto alla visione di Mezzetti.


'Metto in dubbio la volontà della Regione Emilia-Romagna di investire nella provincia di Modena sotto il profilo sanitario anche perché penso che spendere mezzo miliardo di euro per l'ennesimo ospedale senza saperlo come riempire rimane il tema centrale.

Non sono soddisfatto sottosegretario perché lei ha parlato di chiarezza istituzionale, una chiarezza istituzionale che io sinceramente non ravviso, perché il sindaco di Modena, capo della Ctss, da una parte annuncia la costruzione di un nuovo ospedale con 550 milioni di euro che la Regione - cito Mezzetti - avrebbe già pronti, mentre invece dalla sua risposta e anche dal posizionamento del presidente De Pascale siamo alle fasi iniziali, siamo al momento della riflessione. Non sono soddisfatto sottosegretario perché lei ha detto che non è una decisione calata dall'alto e allora perchè il Consiglio dell'ordine dei medici non sapeva nulla, il sindacato più rappresentativo dei medici ospedalieri non sapeva nulla, i sindacati generalisti non sapevano nulla? L'università è rimasta in silenzio ed è un silenzio che possiamo tranquillamente definire un urlo in una grotta di opacità.


'Non sono soddisfatto sottosegretario perché annunciare l'avvio di un percorso di riflessione sul mandato della Ctss è falso, dal momento che la stessa Ctss aveva stabilito il principio cardine della non chiusura degli ospedali e non conteneva nel verbale alcun mandato formale né studi comparativi pubblici per la dislocazione del baricentro ospedaliero fuori dal capoluogo della provincia, quindi non esiste alcun nessun mandato né informale da parte degli operatori del settore, nè politico - chiude Pulitanò -. Facciamola allora questa riflessione su Baggiovara: lei ha confermato le parole del presidente De Pascale secondo cui non ci sarà nessun svuotamento, nessun ridimensionamento del Policlinico di Modena. Allora perchè il presidente della Ctss e sindaco di Modena ha detto un'altra cosa, ha detto addirittura che il Policlinico verrà utilizzato come presidio di prossimità per il pronto soccorso e per la media e bassa urgenza e che si costruiranno degli alloggi nelle palazzine che saranno necessariamente lasciate vuote? Perché il presidente dice una cosa e il sindaco di Modena ne dice un'altra? In una provincia dove già sono presenti sette ospedali e speriamo riusciamo a costruire uno a Carpi dopo tanti anni. Ecco, con otto ospedale, quattro concentrati in 20 chilometri come è possibile che almeno uno non venga sacrificato? Purtroppo sappiamo già come andrà a finire: ad essere sacificato sarà il Policlinico del capoluogo di provincia'.

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