Accoglienza immigrati: a Modena due gare per 1700 posti, previsti 80 milioni per tre anni
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Accoglienza immigrati: a Modena due gare per 1700 posti, previsti 80 milioni per tre anni

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Una per 1200 posti e una da 500. Per un totale potenziale dimensionato sui numeri dell'emergenza, di fatto mai superata, del 2017. Con un nuovo capitolato deciso dal governo che aumenta la spesa giornaliera pro-capite a 45 euro, Iva esclusa


Accoglienza immigrati: a Modena due gare per 1700 posti, previsti 80 milioni per tre anni
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Due procedure distinte che dovrebbero portare all'affidamento, sulla base dei nuovi capitolati di servizio e di spesa decisi dal governo in carica, del servizio di accoglienza dei migranti che sbarcano sul territorio nazionale e che verranno inseriti nella rete di accoglienza emergenziale riservata ai richiedenti asilo: la prima relativa ad un accordo per l'accoglienza, per 3 anni, di un numero massimo di 1200 unità, in centri di accoglienza costituiti da singole unità abitative con al massimo 50 posti, per un potenziale previsto di spesa di 59 milioni di euro.
La seconda, per lo stesso periodo di 36 mesi, per l’affidamento del servizio di accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale sul territorio della provincia di Modena in centri di centri di accoglienza costituiti da centri collettivi con capienza sino a 50 posti.

Per la prima il prezzo a base d'asta previsto è di 44,9 euro pro-capite al giorno, iva esclusa di di cui una parte soggetta a ribasso, per un potenziale di spesa previsto sui tre anni di 59 milioni di euro
Per la seconda soluzione il prezzo a base d'asta previso è di 46,10 (IVA esclusa) pro capite al giorno per il servizio di accoglienza di cui 26,34 euro soggetto a ribasso. Per un totale di circa 25 milioni di euro.

In tutto un potenziale di spesa che supera gli 80 milioni di euro. Da specificare che si tratta di risorse messe a disposizione e previste, a copertura di una ipotesi di utilizzo della capienza massima che si potrebbe definire. E il condizionale + d'obbligo.

Anche perché da un lato non è detto che, come in passato è successo, l'emergenza potrebbe avere questi termini, e dall'altro perché gli operatori economici pronti ad operare o a continuare ad operare sul territorio provinciale, potrebbero non avere la capacità reale di gestire numeri così alti.

In passato, come La Pressa ha più volte documentato, le condizioni di ingaggio dei nuovi bandi, ovvero le risorse messe a disposizione per l'accoglienza giornaliera (comprensiva anche del pocket money, dei kit di ingresso, delle spese sanitarie accessorie e degli altri servizi del capitolato come riportato sotto), erano state giudicate basse o antieconomiche, o comunque meno vantaggiose rispetto alle condizioni delle procedure di affidamento precedenti, al punto da lasciare deserti i bandi della prefettura da parte dei principali operatori economici che già gestivano l'accoglienza sul territorio provinciale, portando alla proroga del servizio di accoglienza agli stessi alle condizioni in essere. In alcuni casi anche per anni. E' la prefettura stessa a scrivere nero su bianco che per alcuni soggetti la proroga si è reiterata dal luglio 2018. A condizioni diverse di quelle che nel frattempo erano previste dai decreti dei diversi governi.

Un vero e proprio punto di rottura, ripetutamente documentato e raccontato dal nostro giornale in diversi articoli, si ebbe nel 2018, quando il decreti sicurezza varati dal governo Lega - Movimento 5 stelle, abbassò la quota giornaliera pro-capite per l'accoglienza dei migranti a poco meno di 23 euro. Una cifra che di fatto non venne quasi mai applicata perché i bandi di affidamento del servizio, a quell'importo, andarono deserti, lasciati senza una offerta dagli stessi operatori che su Modena già gestivano il servizio, portando alla proroga del servizio agli stessi da parte della Prefettura, per garantire continuità nell'accoglienza che non poteva essere interrotta, ma con quote giornaliere, oggetto di accordi tra operatori economici, superiori a quelle stabilite dai decreti.

Oggi la rideterminazione introdotta dal governo delle tariffe relative all'accoglienza ed in particolare di quella delle spese di gestione pro-capite, al netto degli oneri accessori, potrebbe garantire una risposta più diffusa da parte degli operatori nuovi o già attivi sul territorio considerando che la cifra media di 45 euro pro-capite al giorno non era stata mai raggiunta. Basta considerare che la procedura di gara aperta, promossa nel 2021, aveva permesso la stipula di una convenzione per un solo operatore per un totale di 252 posti a seguito delle opzioni incrementali del quinto d’obbligo e del 50 per cento del valore iniziale del contratto. Convenzione insufficiente a coprire la richiesta di servizio superiore appunto ai mille posti, e peraltro scaduta il 31 maggio 2024;

Sul piano dell'indirizzo politico si tratta di procedure per la copertura di situazioni di emergenza che non è detto si verifichino. In sostanza, al di là della riduzione o dell'aumento dei flussi migratori, lo Stato, che intende procedere con il sistema di accoglienza strutturato di fatto sulla base dell'organizzazione definita durante l'emergenza del 2017, garantisce, attraverso la Prefettura, la predisposizione di piani e di sistemi di accoglienza dimensionati sulla base di situazioni di emergenza. Non a caso i numeri per la provincia di Modena sono dimensionati a quei 1700 a grandi linee definiti e strutturati nell'emergenza di 7 anni fa. Una emergenza dalla quale, nonostante il cambio dei governi, non si è mai usciti. E non solo rispetto ai flussi, ma nel sistema stesso in cui è organizzata l'accoglienza. Tutt'oggi ancora gestita, per la prevalenza dei numeri con una logica appunto emergenziale che, come confermano questi ultimi anni, non portano, se non per piccoli numeri e limitati casi, a concreti percorsi di integrazione, a partire da quelli lavorativi.

Di seguito riportiamo il capitolato con singole voci di costi relativi alla gestione dei centri di accoglienza riguardanti la procedura da 1200 posti. Tali costi sono stati rivisti sia a livello centrale di governo, sia periferico, locale, tenendo conto anche dell'aumento dei costi di locazione, dell'aumento delle spese di personale degli operatori economici, anche a seguito del rinnovo dei contratti nazionali

A) Servizio di gestione centri accoglienza pro-capite/pro-die, 31,47 euro oltre IVA se dovuta;
B) Fornitura per singolo kit di primo ingresso 1,90 euro (pari a 173 euro - al passaggio dalla stagione invernale a quella estiva o viceversa per un turnover pari a 2 all'anno per complessivi 346 euro);
C) Fornitura pannolini per neonati 0,17 euro;
D) Materiale didattico, trasporto scolastico, materiale ludico 0,50 euro (pari a 180 euro all’anno per minori); agli importi sopra indicati si aggiungono i seguenti importi non soggetti a ribasso:
E) 2,50 euro pro capite pro die per la fornitura del Pocket Money;
F) 5 euro per la fornitura della tessera telefonica una tantum all’ingresso (cui si applica un turnover pari a 2 per ogni anno);
G) 500 euro per farmaci e prestazioni sanitarie non coperte dal SSN per ciascun posto di accoglienza previsto dal contratto ed indipendentemente dal relativo turnover;
H) 30,57 euro (tariffa oraria da aumentare, a titolo di lavoro straordinario e come da art 53 e 58 del CCNL di riferimento sopra indicato, del: 15% in caso di intervento in orario diurno non festivo; 30% in caso di intervento in orario notturno non festivo/diurno festivo; 50% in caso di intervento in orario festivo notturno) quale rimborso del costo delle prestazioni lavorative a chiamata del medico, ordinariamente impiegato in reperibilità, per visite di primo ingresso e primo soccorso e per altri interventi sanitari complementari al SSN.

Gianni Galeotti
Gianni Galeotti

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consiglie..   Continua >>


 

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