Nell'ospedale di Carpi, inserito a pieno titolo tra i centri periferici primari nela gestione dell'emergenza coronavirus si scopre che 38 operatori sanitari sono risultati positivi al testi sul coronavirus.
Loro, come quelli di tutta l’Azienda, vengono seguiti direttamente dal Servizio di sorveglianza sanitaria AUSL che ha messo a punto percorsi dedicati sia per l’esecuzione veloce del tampone sia per l’accompagnamento dei casi sospetti e confermati di coronavirus.
E' in questo contesto di contagi che coinvolge direttamente gli operatori sanitari che prosegue la riorganizzazione dell’Ospedale Ramazzini, con la realizzazione di aree riservate al ricovero dei pazienti positivi che non necessitano di centralizzazione negli Ospedali di Modena.
Al contempo, la Medicina 1 è stata dedicata all’isolamento dei casi sospetti in attesa di conferma diagnostica, mentre un’altra area è per il ricovero di cittadini che abbiano sintomatologia e siano contatti stretti di persone covid-19 positive. Negli ambienti della Medicina d’Urgenza vi sono letti per l’isolamento dei pazienti in fase diagnostica in carico al Pronto soccorso e per pazienti positivi che necessitano di ventilazione non invasiva.
Sono state infine individuate aree per tutti gli altri pazienti, negativi al coronavirus. Anche l’area materno-infantile ha definito all’interno delle unità operative percorsi dedicati all’assistenza di eventuali pazienti con sintomatologia sospetta.
“È fondamentale garantire percorsi protetti all’interno dell’ospedale – chiarisce Stefania Ascari –. La riorganizzazione cambia di giorno in giorno per rispondere al meglio al bisogno di assistenza dei cittadini del nostro distretto, ciò è possibile grazie alla presenza di una rete solida e fortemente integrata su tutta la provincia che ci consente di curare i pazienti nelle strutture il più possibile adeguate alla gravità di ciascun caso”.
Il pre-triage in Pronto soccorso consente di differenziare ulteriormente i percorsi visto l’aumento dei casi covid-19 positivi e la forte affluenza di cittadini che comunque accedono con sintomi respiratori. “Vorrei a tal proposito ricordare – precisa Chiara Pesci, direttrice del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza di Carpi – di non accedere al PS in presenza di febbre, tosse, raffreddore ma di chiamare il proprio medico di base o, nei casi più gravi, direttamente il 118.

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