'Non ci sentiamo di essere in sintonia con il suo pensiero quando afferma che gli anziani debbono rimanere il più possibile a casa magari assistiti da badanti; chi richiede l'intervento della struttura pubblica per l'accudimento degli anziani lo fa per precise necessità di ordine medico- terapeutico, per l'accudimento dei propri cari i quali hanno esigenze vitali di presidi medici non attuabili presso la residenza e dopo avere esaurito ogni residua possibilità di diversa forma di assistenza. Queste necessità spingono all'utilizzo di strutture che devono essere in grado di rispondere ad una molteplicità di esigenze organizzative e mediche sotto la guida di dirigenti sensibili, preparati e, soprattutto, diligentemente capaci di prevenire situazioni di criticità nella piena consapevolezza del proprio ruolo. A nostro avviso non deve passare un messaggio atto a svilire il ruolo della pubblica amministrazione nella cura delle persone anziane, una funzione che deve anzi essere valorizzata, mediante l'intervento dell'apparato pubblico sanitario quale garante dell'efficienza, efficacia e rispondenza delle necessità delle CRA alle nuove sfide e capaci di offrire garanzie di grado superiore persino a quelle attuabili presso la residenza dei familiari, la domicialiarità infatti troppo spesso non può costituire risposta adeguata in pazienti spesso gravissimi e bisognosi di cure mediche specifiche quotidiane. Ci uniamo dunque al suo pensiero facendo nostra la sua idea della necessità di un ripensamento al servizio per l'anziano che lo ponga al centro di una rete garante della sua salute ed in grado di ricercarne la valorizzazione delle fondamentali residue capacità'.
'Caro Venturi, ripensare assistenza anziani partendo da servizio pubblico'
'La domicialiarità infatti troppo spesso non può costituire risposta adeguata in pazienti spesso gravissimi e bisognosi di cure'
'Non ci sentiamo di essere in sintonia con il suo pensiero quando afferma che gli anziani debbono rimanere il più possibile a casa magari assistiti da badanti; chi richiede l'intervento della struttura pubblica per l'accudimento degli anziani lo fa per precise necessità di ordine medico- terapeutico, per l'accudimento dei propri cari i quali hanno esigenze vitali di presidi medici non attuabili presso la residenza e dopo avere esaurito ogni residua possibilità di diversa forma di assistenza. Queste necessità spingono all'utilizzo di strutture che devono essere in grado di rispondere ad una molteplicità di esigenze organizzative e mediche sotto la guida di dirigenti sensibili, preparati e, soprattutto, diligentemente capaci di prevenire situazioni di criticità nella piena consapevolezza del proprio ruolo. A nostro avviso non deve passare un messaggio atto a svilire il ruolo della pubblica amministrazione nella cura delle persone anziane, una funzione che deve anzi essere valorizzata, mediante l'intervento dell'apparato pubblico sanitario quale garante dell'efficienza, efficacia e rispondenza delle necessità delle CRA alle nuove sfide e capaci di offrire garanzie di grado superiore persino a quelle attuabili presso la residenza dei familiari, la domicialiarità infatti troppo spesso non può costituire risposta adeguata in pazienti spesso gravissimi e bisognosi di cure mediche specifiche quotidiane. Ci uniamo dunque al suo pensiero facendo nostra la sua idea della necessità di un ripensamento al servizio per l'anziano che lo ponga al centro di una rete garante della sua salute ed in grado di ricercarne la valorizzazione delle fondamentali residue capacità'.
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