Un sforzo quello degli amministratori chiamati a fare scelte difficili, impopolari, a tenere insieme istanze diverse (da quella sanitaria alla tutela minima dei posti di lavoro), che si unisce alla necessità di non diffondere il panico, ma allo stesso tempo informare con la maggiore precisione possibile. Un lavoro di fronte al quale non si può che avere rispetto.
In questo senso va letto il momento di commozione di ieri del commissario Sergio Venturi, rimarcato anche dal portavoce di Bonaccini, Stefano Aurighi. 'Era un pianto trattenuto per l'indignazione di quanto successo a Parma' - ha scritto.
Il fatto è noto e riguarda tre persone denunciate ieri dalla Guardia di Finanza per la vendita abusiva di mascherine, guanti e gel igienizzanti sottratti illecitamente all’azienda sanitaria del capoluogo ducale. Era stato rimarcato anche da Bonaccini poco prima di Venturi. 'E’ una vergogna. Che delle persone, a maggior ragione i dipendenti pubblici di un’azienda sanitaria, sfruttino l’emergenza che stiamo vivendo per fini di lucro a proprio vantaggio è davvero inaccettabile. Un fatto, se verificato, che da solo qualifica chi lo ha compiuto. Persone, nel caso, che dovranno essere tutte chiamate a scontare fino in fondo la pena'.
Il fatto, il furto di mascherine, è vergognoso e odioso, ovviamente. Ma di per sè non giustifica la commozione trattenuta di Venturi evidentemente. E' una commozione, quella del commissario regionale, che nasce dalla consapevolezza della sfida che abbiamo tutti di fronte. Una commozione che non profuma affatto di resa, ma restituisce una umanità che nella debolezza, nella consapevolezza della fragilità, trova la sua forza.
Giuseppe Leonelli


