E' quanto emerge dalla classifica annuale redatta dal Sole 24 ore sulla criminalità nelle province italiane.
Il confronto con le altre province conferma la tendenza: Modena si posiziona subito dopo le grandi metropoli e le zone turistiche più esposte, mentre in Emilia-Romagna solo Bologna, Rimini e Ferrara registrano un’incidenza complessiva più alta. Nello specifico Modena si microcriminalità urbana, quella che tocca direttamente la vita delle persone.
Nel solo capitolo dei furti, Modena si colloca al 12° posto nazionale, con 2.734 denunce presentate nell’ultimo anno. Si tratta di episodi che spaziano dai borseggi nei centri storici ai colpi negli appartamenti: i furti con destrezza la portano all’undicesimo posto, mentre i furti in abitazione pongono la provincia modenese al tredicesimo. Un fenomeno radicato e diffuso, che non accenna a diminuire.
Non va meglio sul fronte delle rapine. Modena è tredicesima in Italia per numero di episodi denunciati, con 238 casi totali. Di questi, 162 sono rapine commesse in pubblica via, un dato che la colloca nella fascia alta della classifica nazionale. Strade, piazze e spazi pubblici restano dunque i luoghi più vulnerabili, soprattutto nelle ore serali.
Dati contrastanti per quanto riguarda la criminalità organizzata. Modena è 85ª per estorsioni, ma resta 25ª per usura, un dato che richiama l’attenzione sul disagio economico e sul rischio di ricorso al credito illegale.
Sul fronte degli stupefacenti, la provincia si colloca a metà classifica: 52º posto per consumo e 43º per spaccio, che pone la provincia modenese di fatto a metà della classifica nazionale.


