Un appello diretto alla magistratura, affinché si faccia subito chiarezza sulle cause dell’incendio che all’alba del 7 agosto 2026 ha avvolto la ditta Eco.ge.ri nel polo industriale di Finale Emilia. È il cuore della denuncia di Maurizio Poletti, portavoce dell’Osservatorio civico “Ora tocca a noi”, di fronte a un evento che la comunità locale difficilmente dimenticherà.
Questa mattina la città si è svegliata sotto una coltre di fumo nero, visibile a decine di chilometri di distanza. Il rogo, sviluppatosi in un’azienda che tratta materiale plastico, ha assunto proporzioni “drammatiche e devastanti”, come le definisce Poletti, con ricadute di fuliggine e frammenti plastici segnalate in numerose zone del territorio. Una situazione che il rappresentante dell’Osservatorio definisce “un’emergenza sanitaria gravissima”, capace di colpire “al cuore il nostro territorio, i nostri cittadini, la nostra salute”.
Da anni l’Osservatorio denuncia il rischio ambientale del polo industriale di Finale Emilia, definito da Poletti “un polo pattumiera”. Oggi, sostiene, quel rischio si è materializzato nella sua forma più estrema: “Un incendio senza precedenti, che dimostra quanto fosse fondata la nostra preoccupazione”.
Il portavoce chiede interventi immediati alle istituzioni: un’azione tempestiva di ArpaE e del Sindaco per informare la popolazione, monitorare la qualità dell’aria e valutare gli impatti sulla salute.
“La nostra salute è colpita al cuore. Spero che i cittadini prendano coscienza che la questione ambientale a Finale Emilia è un’emergenza prioritaria”.Poletti ricorda anche che nei giorni precedenti l’Osservatorio aveva già presentato un esposto amministrativo ad ArpaE e al Sindaco per segnalare “emissioni odorigene importanti” provenienti dal polo industriale, giudicate “di dubbia natura” e potenzialmente dannose. “Ancora una volta ci tocca ammettere che i cittadini e la loro salute vengono dopo gli interessi di pochi, i soliti”.



