'Non contesto il diritto di Guerriero a proseguire la propria battaglia ideale a favore dei Savoia, anche dopo i fatti avvenuti durante l’inaugurazione. Tuttavia, da ex rappresentante delle istituzioni che ha giurato fedeltà alla Repubblica e da modenese profondamente legato alla propria città, denuncio con forza il carattere farsesco e offensivo delle proteste messe in scena'.
Secondo Giovanardi, le iniziative del Comitato e le dichiarazioni che le accompagnano rappresentano un grave oltraggio non solo alle istituzioni coinvolte, 'ministeri e soprintendenze che hanno regolarmente approvato il testo della lapide', ma anche alla storia stessa di Modena, dimostrando una 'completa ignoranza storica'.
'Appare paradossale che proprio in questi giorni, mentre Papa Leone si reca al Senato per rendere omaggio alla Bibbia di Borso d’Este, uno dei più preziosi tesori custoditi nei musei italiani e simbolo della grandezza della storia estense, continui a essere alimentata una polemica definita “grottesca e totalmente falsa” sul contenuto della lapide'. Un testo che, ricorda Giovanardi, ha superato tutti i livelli di valutazione e autorizzazione previsti.
'Modena – afferma – è una città ricchissima di testimonianze estensi e non ha bisogno di mistificazioni o campagne ideologiche costruite su falsità'. Per questo, l’ex ministro avverte che nei confronti di chi continuerà a diffondere bugie e a gettare discredito sulla città e sulla sua storia verranno utilizzati 'tutti gli strumenti giuridici che la Costituzione, fortunatamente, garantisce'.


