Un paradosso per Nursing Up che mostra quando sta accadendo, negli ultimi mesi, in territori come il Piemonte e l’Emilia Romagna.
'Cominciamo dal Piemonte dove sembrano aumentare i casi di medici che si licenziano dal sistema pubblico e si appoggiano alle cooperative' - sottolinea il segreterio dell'organizzazione De Palma.
'Incredibile ma vero, di fronte alla mancanza di personale, un’azienda sanitaria come quella piemontese arriva a pagare un medico esterno, fino a 120 euro l’ora. A raccontarcelo sono i nostri referenti locali, che denunciano una situazione assolutamente incomprensibile'.
'In Emilia Romagna si verificano casi simili e riguardano gli infermieri, ma non sono legati alle cooperative, dove certo un professionista non può permettersi di farsi pagare 120 euro all’ora come un medico.
Cosa succede allora? Dopo 20 anni di servizio, ci raccontano i nostri coordinatori locali, forti di una solida esperienza sul campo, sempre più infermieri decidono di licenziarsi e di rinunciare a contratti a tempo indeterminato nella sanità pubblica, dove percepiscono magri stipendi che non fanno certo il paio con il mutato costo della vita.
Chi se lo può permettere, decide allora di aprirsi partita iva.
Volete sapere quanto arriva a guadagnare un infermiere libero professionista in Emilia Romagna, tolte le dovute tassazioni?
Abbiamo fatto due conti e siamo arrivati alla conclusione che un infermiere con partita iva che lavora 5-6 giorni a settimana, può anche arrivare a 50mila euro all’anno netti.
Vi domandate se il mercato offre loro la possibilità di operare a regime libero professionale?
Vi
Vogliamo forse biasimare la loro scelta e condannare un medico di una cooperativa che si fa pagare 120 euro all’ora, beato lui, o denigrare la decisione di un infermiere che decide di aprirsi partita iva?
Insomma, pare evidente che, viste le proposte poco edificanti che la sanità pubblica continua a riservare agli infermieri, tra avvisi di assunzione sempre più deserti, e corsi di laurea per infermieri che nell'anno accademico 2022-2023 denunciano quasi il 10% di giovani candidati in meno rispetto all'anno precedente, la responsabilità non è certo di chi decide di “invertire la rotta”, ma di un sistema profondamente malato e distorto che consente tutto questo e continua a compiere l’infelice e triste scelta di non pagare adeguatamente i suoi dipendenti, spingendoli a licenziarsi, salvo poi essere costretto a richiamarli, questa volta come libero professionisti, pagandoli molto di più di quanto non gli desse precedentemente.
E’ davvero questo il modo di ricostruire il nostro sistema sanitario?', chiosa De Palma.


