L’iniziativa, promossa dalle Aziende sanitarie modenesi con il coordinamento del Dipartimento Interaziendale di Emergenza-Urgenza e del Servizio 118, ha avuto un obiettivo chiaro: mettere alla prova la capacità del sistema di rispondere in modo coordinato a scenari ad alta complessità, inclusi quelli di tipo CBRN-E (chimico, biologico, radiologico, nucleare ed esplosivo).
All’interno dello stabilimento Livanova – partner strategico dell’operazione – sono state allestite diverse aree funzionali: zone di gestione della contaminazione, un Posto Medico Avanzato e persino la simulazione di un ospedale con Pronto Soccorso e sale operatorie in assetto da maxi-afflusso. Un banco di prova realistico per verificare l’intera filiera dei soccorsi, dal territorio all’ospedale.
“Queste esercitazioni – ha spiegato il dottor Geminiano Bandiera, direttore del Dipartimento di emergenza urgenza interaziendale Ausl-Aou – sono fondamentali per testare il lavoro di squadra e l’integrazione tra tutti gli attori del soccorso. L’obiettivo è garantire ai cittadini un sistema sempre più preparato e coordinato anche nelle situazioni più complesse”.
Oltre alla gestione dei feriti, l’esercitazione ha coinvolto anche il sistema di comunicazione e coordinamento, con la simulazione delle chiamate di emergenza e delle interazioni tra le varie componenti operative. Un test cruciale per verificare la tenuta dei percorsi assistenziali ospedalieri e la capacità di risposta in caso di afflusso massivo.
L’iniziativa rientra nel programma di formazione continua delle Aziende sanitarie modenesi e regionali, che punta a consolidare standard elevati di sicurezza e qualità nella risposta alle emergenze, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra istituzioni, volontariato e mondo produttivo.



