'Una regola apparentemente semplice rischia di trasformarsi in un gioco di prestigio: per rispettare una percentuale si finisce per spostare iscrizioni e ridisegnare bacini. Il problema non è negare il rischio delle classi-ghetto, ma capire se lo strumento funziona quando non esistono abbastanza classi sotto soglia nelle quali redistribuire gli studenti', osserva Carmelo Randazzo, segretario generale Cisl Scuola Emilia Centrale. Nel 2024/25 erano in deroga al limite del 30% ben 980 sezioni e classi statali su 4.245: il 23,1%, quasi una su quattro, contro il 21,9% dell’anno scolastico precedente. Le deroghe sono aumentate di 47 in un anno. All’infanzia erano il 40,1%, alla primaria il 30,9%, alle medie il 24%, alle superiori l’11,5%. Un’elaborazione Cisl Scuola sui dataset open data del Ministero consente di analizzare i singoli plessi. Nel 2024/25, dalla primaria alle superiori, gli studenti delle statali modenesi erano 82.632, di cui 16.371 con cittadinanza non italiana: il 19,8%. Alla primaria l’incidenza saliva al 25,22%, alle medie era del 22,09%, alle superiori del 14,38%.
'Cittadinanza non significa automaticamente difficoltà linguistica. Nella stessa statistica finiscono il ragazzo appena arrivato in Italia e il bambino nato e cresciuto qui, che frequenta da anni la scuola italiana e può padroneggiare perfettamente la lingua. Sono bisogni educativi diversi. Per favorire davvero l’inclusione dobbiamo sapere quanti sono i neoarrivati, chi ha bisogno di italiano L2 e dove servono più risorse. Non basta leggere il passaporto, men che meno quando mancano gli strumenti per agire dove serve. Ad esempio, con questi numeri avremmo bisogno di mediatori culturali, di un rapporto organizzato con le famiglie e di inserimenti programmati. Tutte cose che oggi mancano e vengono scaricate sui docenti. Abbiamo casi di insegnanti che hanno dovuto gestire inserimenti in corso d’anno utilizzando google translate per poter comunicare con gli studenti', continua Randazzo.
Su 135 scuole primarie statali della provincia, 42 (il 31,1%) hanno più del 30% di alunni con cittadinanza non italiana. Ventiquattro superano il 40%, otto il 50% e quattro il 60%. In cima c’è la Giovanni Pascoli di Modena: 99 su 141, il 70,2%.
Anche alle medie 11 plessi su 63 superano complessivamente il 30%. La forbice è ampia: si va dal 41,6% della Parco Ducale di Sassuolo, 107 alunni con cittadinanza non italiana su 257, al 2,7% della Kennedy di Montefiorino, uno su 37.



