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Modena, dieci nuove diagnosi di tumore ogni giorno

Modena, dieci nuove diagnosi di tumore ogni giorno

Il Centro Oncologico ospita dai 300 ai 400 pazienti con tumore solido ed ematologico. Il punto con tre direttori di struttura sulla attività e sulla prevenzione. Video


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Oggi, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, medici, istituzioni, associazioni e cittadini di tutto il mondo si uniscono per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell'accesso a cure efficaci per tutti.
Il Centro Oncologico Modenese, sede della diagnosi e cura dei pazienti affetti da Cancro, rappresenta una realtà unica regionale che unisce le degenze e il Day Hospital (DH) di oncologia ed ematologia, il pronto soccorso onco-ematologico, una medicina interna a supporto delle degenze e del DH, un centro trapianti di midollo/cellule staminali, un’unità di cure palliative-hospice ospedaliero e laboratori di ricerca avanzata per diagnosi e terapie innovative. Questo impegno sinergico consente ogni giorno al DH del Centro Oncologico di ospitare dai 300 ai 400 pazienti con tumore solido ed ematologico: una comunità che si muove per essere curata, considerando anche che vengono eseguite circa 10 nuove diagnosi ogni giorno. Questi numeri impressionanti di fatto riflettono localmente quella che è la realtà nazionale.

 


 

In Italia, nel 2024, sono state stimate circa 400.000 nuove diagnosi di tumore solido, con 220.000 casi tra gli uomini e i restanti tra le donne. Numeri importanti con segnali di luce: la mortalità per cancro nei giovani adulti (20-49 anni) è diminuita del 20% nelle donne e del 28% negli uomini nel periodo 2006-2021.
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Inoltre, grazie ai progressi nelle terapie, nella diagnosi precoce e nelle ricerche di laboratorio e cliniche, si stima che circa la metà dei pazienti con cancro è destinata a guarire.
Una delle eccellenze del Centro Oncologico è rappresentata dal Centro Trapianti Cellule Staminali Emopoietiche, quale struttura altamente complessa e accreditata a livello Nazionale e Internazionale, per trapianti autologhi e allogenici, con una media di 50-60 ogni anno. All’interno del Centro sono in corso le qualificazioni per poter iniziare terapie geniche e cellulari con CAR-T anche a Modena. Lo sviluppo di terapie geniche anticancro è un comune denominatore tra i professionisti dell’Ematologia e dell’Oncologia. Questo sforzo congiunto ha portato allo sviluppo di terapie cellulari e geniche per il tumore pancreatico e per i tumori cerebrali, anche tramite tecnologie CAR. Oltre a questo, sono in corso ricerche per nuovi test diagnostici legati alla biopsia liquida per cercare, con un semplice prelievo di sangue, marcatori in grado di predire la prognosi e la risposta alle terapie oppure per identificare dei fattori di rischio per lo sviluppi di complicanze infettive nei pazienti ematologici, in particolare, dopo il trapianto e le
terapie con CAR-T.
«Ogni gesto conta – sono le parole del Professor Massimo Dominici, Direttore dell’Oncologia dell’AOU di Modena – dalla prevenzione alla solidarietà, possiamo tutti fare la nostra parte nella lotta contro il cancro. Noi siamo i primi medici di noi stessi con le giuste abitudini di vita e all’adesione alle campagne di screening. In questo caso, aggiungerei, anche alle campagne volte a migliorare le strutture presso le quali si combatte il cancro».
«Oggi più che mai è essenziale rafforzare la collaborazione tra Istituzioni sanitarie, ricercatori e organizzazioni della società civile – spiega il Professor Mario Luppi, Direttore dell’Ematologia dell’AOU di Modena – per garantire equità nelle cure e migliorare la qualità della vita dei pazienti con cancro».
«La Giornata Mondiale contro il Cancro 2025 – prosegue il Direttore del Dipartimento Assistenziale integrato di Oncologia ed Ematologia dell’AOU di Modena, Professor Giuseppe Longo – invita ognuno a unirsi per fare tutti insieme uno sforzo comune, in modo da attuare quei piccoli gesti quotidiani capaci di ridurre di circa il 50% i casi di tumore. L’abolizione del fumo, una corretta alimentazione ricca in frutta e verdura, il mantenimento di un peso ideale, l’esercizio fisico, il moderato uso di alcolici ed i corretti stili di vita sono fondamentali per prevenire nuovi casi.
Se tutti insieme, operatori sanitari e cittadini, cercheremo di sviluppare un approccio one-health da un lato e, se dell’altro, l’organizzazione assistenziale sarà sempre più basata sul prendersi cura di ogni cittadino dalla diagnosi precoce alla cura della malattia oncologica in tutte le sue fasi, riusciremo non solo ad avere meno tumori ma anche a guarire sempre più persone».
Il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Unimore Prof. Michele Zoli ha aggiunto «Mi unisco alle considerazioni dei colleghi del Centro Oncologico, al cui impegno e risultati va il mio ringraziamento istituzionale e personale, nel ricordare come la lotta contro il cancro sia una priorità dell’intera società, e solo l’unione di intenti e l’armonizzazione delle varie componenti sociali, dalle istituzioni sanitarie, di ricerca e formazione, alle organizzazioni di pazienti fino al contributo di tutti i cittadini, a partire dal miglioramento degli stili di vita, porterà a soluzioni innovative ed efficaci ma anche realmente accessibili a tutti».
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