Via Repubblica di Montefiorino è una strada lunga, ai cui lati si alternano grandi condomini, palazzine e villette a schiera. Negli anni il quartiere si è sviluppato ulteriormente e anche nella parte più interna della via sono sorte nuove abitazioni. Sono aumentati quindi i residenti e, inevitabilmente, anche il numero delle automobili. A non essere cresciuta nella stessa misura, almeno secondo chi vive nella zona, è la disponibilità di parcheggi pubblici.
I grandi condomini dispongono di propri spazi di sosta, che evidentemente non possono rappresentare una soluzione per chi abita nelle villette o nelle altre abitazioni della strada. Lungo la carreggiata, inoltre, insistono in diversi punti divieti di sosta e di fermata e alcuni nuovi divieti sarebbero stati introdotti anche recentemente. Il risultato è che, soprattutto in determinati momenti della giornata, trovare un posto regolare può diventare complicato. Questo, naturalmente, non autorizza nessuno a parcheggiare dove è vietato. Le regole del Codice della strada valgono per tutti e una vettura lasciata in divieto può essere sanzionata dagli organi competenti.
Ma una sosta irregolare si sanziona con una multa, non con un tergicristallo spezzato o un parabrezza danneggiato. Ed è qui che la vicenda assume contorni quasi da commedia di quartiere. Perché il presunto «giustiziere della sosta» non avrebbe esattamente il profilo di Batman: secondo i residenti si tratterebbe di un attempato vigilante di quartiere, particolarmente insofferente alle auto lasciate dove non dovrebbero stare. Alcuni residenti riferiscono infatti di danneggiamenti alle automobili che si ripeterebbero da tempo. Tergicristalli rotti e, in almeno un caso segnalato a La Pressa, un parabrezza danneggiato. Proprio quest'ultimo episodio ha portato a un confronto diretto. Dopo avere sentito un forte colpo provenire dalla strada, i proprietari dell'auto sono usciti di casa e hanno visto una persona allontanarsi correndo. L'hanno raggiunta e fermata e, secondo il loro racconto, l'uomo avrebbe avuto con sé un sasso. Alla richiesta di mostrarlo si sarebbe rifiutato e, mentre venivano chiamate le forze dell'ordine, se ne sarebbe liberato gettandolo in una siepe. Sul parabrezza dell'automobile era comparso nel frattempo il danno.
Non sarebbe, secondo le testimonianze raccolte, un episodio isolato. Altri residenti riferiscono danneggiamenti alle vetture e la situazione sarebbe già stata portata all'attenzione delle forze dell'ordine.
Naturalmente spetta esclusivamente a queste ultime accertare quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità. Nessun residente può trasformarsi in investigatore e, allo stesso modo, nessuno può trasformarsi in vigile urbano fai-da-te sostituendo il blocchetto delle multe con un sasso e la contravvenzione con un parabrezza rotto.
Rimane però sul tavolo un problema che riguarda direttamente l'amministrazione comunale. Se una zona residenziale si sviluppa, se aumentano le abitazioni e le automobili e contemporaneamente gli spazi disponibili per la sosta risultano insufficienti, è ragionevole chiedersi se l'assetto della strada sia ancora adeguato alle esigenze di chi vi abita. I residenti non chiedono di eliminare divieti necessari alla sicurezza della circolazione né di autorizzare la sosta selvaggia. Chiedono piuttosto che il Comune verifichi concretamente la situazione e valuti se esistano spazi nei quali ricavare nuovi posti auto o se sia possibile riorganizzare quelli già presenti.
Attraverso La Pressa chiedono quindi all'amministrazione comunale un sopralluogo in via Repubblica di Montefiorino e una verifica della disponibilità di parcheggi, anche alla luce dello sviluppo urbanistico che ha interessato la zona negli anni.
Le multe spettano alla Polizia locale. I parabrezza devono rimanere interi. Al Comune invece il compito di verificare se, almeno sul problema dei parcheggi, una soluzione sia possibile.
B. Lazzari




