Sono stati inaugurati questa mattina il bene confiscato alla criminalità organizzata al primo piano del Centro di vicinato della Sacca (civico 89/D) e il parco riqualificato di via Anderlini, nel Quartiere Sacca a Modena.
Intorno alle 11 sono intervenuti per saluti istituzionali Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna; Massimo Mezzetti, sindaco di Modena; Enza Rando, senatrice e persona da sempre vicina a Lea Garofalo; Maurizio Piccinini, storico volontario di Libera Modena e membro del comitato etico nazionale dell'associazione; gli assessori comunali a Legalità e antimafie Vittorio Ferraresi, alla Sicurezza urbana integrata e Polizia locale Alessandra Camporota, ai Lavori pubblici Giulio Guerzoni, il presidente del Quartiere 2 Giovanni Gobbi. Presenti anche l'assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni, autorità civili, militari e religiose, oltre a un’ottantina di studenti degli istituti Marconi e Sigonio, di cui una rappresentanza è intervenuta illustrando la propria esperienza a Palermo nell'ambito del percorso fatto a scuola sulla legalità. È seguito il taglio del nastro nell’area verde rinnovata e al bene confiscato, oltre alla scopertura della targa 'Spazio Denise e Lea Garofalo”, che dedica quest'ultimo a due grandi donne che si sono ribellate alla mafia pagando questa scelta sulla loro pelle.
'Oggi è un giorno importante per Modena e per tutta l’Emilia-Romagna”, affermano il presidente de Pascale e l’assessora regionale Mazzoni.
“Questa inaugurazione ha un valore particolare: per la prima volta due leggi regionali si fondono contestualmente in un unico obiettivo. Con 150 mila euro di fondi per la legalità 2024/25 abbiamo contribuito a recuperare il bene confiscato di via Anderlini per l'associazionismo e la cittadinanza attiva; mentre con quasi 200 mila euro per la sicurezza urbana 2025 abbiamo reso possibile la riqualificazione del parco e l'area esterna. Un intervento strategico che unisce legalità e sicurezza: trasformiamo un luogo sottratto alle mafie in un presidio di comunità, più sicuro e vivo per i cittadini. Siamo orgogliosi di consegnare oggi alla città un bene che tornerà a vivere come spazio di utilità sociale. È il senso più profondo dell'impegno antimafia: costruire alternativa, speranza e futuro là dove c'era oppressione e profitto illecito. La Regione riconosce e sostiene il ruolo centrale dei Comuni, che sono in prima linea nel riutilizzo dei beni confiscati e nella riqualificazione delle aree urbane, destinando ai territori gli strumenti per la loro valorizzazione e il loro recupero a fini sociali e istituzionali.Il sindaco Mezzetti ha sottolineato: “In via Anderlini abbiamo voluto fortemente questo progetto di comunità ridando vita a uno spazio che è già ora utilizzato da molte realtà e riqualificando un parco come opportunità per la cittadinanza del quartiere e in particolare del rione Sacca. I luoghi vivono se sono belli, curati e attraversati dalle persone che li animano e per questo ci impegneremo affinché la soddisfazione di oggi possa proseguire in un progetto di lunga durata e di successo. Il fatto, infine, che a un bene confiscato sia stata data questa seconda opportunità è un dato molto significativo e si inserisce nella cultura della legalità che, come Amministrazione, intendiamo promuovere in varie forme e per la quale abbiamo sempre avuto la Regione Emilia-Romagna al nostro fianco'.
Durante la mattinata diverse attività hanno animato l’area per festeggiare la nuova area verde e l’avvio della programmazione all’interno del bene confiscato, che viene gestito dalla cooperativa sociale La Porta Bella e che vede il coinvolgimento di numerose associazioni e gruppi giovanili del territorio impegnate in attività rivolte alla comunità. In particolare, si sono susseguite attività di parkour, ginnastica dolce, laboratori motori, arti marziali e danza a cura del centro La Fenice ed è stato possibile visitare il bene confiscato e la mostra fotografica sulle attività e associazioni che lo animano.
Con l’inaugurazione viene di fatto restituito alla comunità un bene sottratto alla criminalità organizzata, trasformato in uno spazio di partecipazione, inclusione e aggregazione.
Il progetto “Per un riuso sociale e collettivo del bene confiscato alla criminalità organizzata” unisce il recupero fisico dell’immobile e del parco al coinvolgimento delle associazioni e del territorio, con l’obiettivo di creare un presidio stabile di legalità e cittadinanza attiva, con già una ventina di realtà che stanno svolgendo le loro attività durante la settimana, ogni giorno. La restituzione del bene alla collettività, infatti, non è stata concepita solo come recupero di un immobile confiscato, ma come un processo costruito insieme al territorio a partire dai bisogni espressi dai cittadini nell’ambito del percorso partecipativo “Sacca partecipa” sviluppato dall’assessorato a Legalità e antimafie del Comune e in coerenza con quanto indicato nella manifestazione d’interesse che l’Amministrazione comunale aveva avanzato all’Agenzia Nazionale Beni Confiscati per ottenere lo spazio.
L’intervento, del valore complessivo di 155 mila euro (di cui 130 mila per spese di investimento), è stato cofinanziato con contributo della Regione Emilia-Romagna pari a 122 mila euro, di cui 104 mila destinati alla riqualificazione del bene confiscato e 18 mila al percorso partecipativo per definirne insieme alla comunità il futuro utilizzo. La quota rimanente è stata coperta dall’Amministrazione comunale. A questi si aggiungono ulteriori 28mila euro di finanziamento regionale per l’acquisto di arredi tali da agevolare il pieno riutilizzo degli spazi e l’installazione di una telecamera per il monitoraggio del bene stesso.
Anche il progetto congiunto in materia di sicurezza urbana e miglioramento della qualità urbana, che ha visto la collaborazione dei settori Legalità e Antimafie, Lavori Pubblici, Polizia Locale e Ambiente, del valore di 310 mila euro, ha visto un contributo della Regione pari a 198 mila euro nell’ambito della legge regionale sulla sicurezza urbana.
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