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‘Modena, la fiaccolata per Monica Esposito si trasforma in caos e comizi per la sicurezza'

‘Modena, la fiaccolata per Monica Esposito si trasforma in caos e comizi per la sicurezza'

Niente fiaccolata ma da subito un attacco all'amministrazione comunale da parte di Giovanni Esposito. Luca Signorelli zittito appena parla del gesto dell'attentatore e invitato ad andarsene. Una donna interviene: 'Non sono venuta qui per questo'


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La fiaccolata annunciata in piazza Grande come un momento di solidarietà e raccoglimento per ricordare Monica Esposito, di cui ieri si è svolto il funerale, e insieme a lei le vittime dell'attentato del 16 maggio a Modena, si è trasformata, anzi non è mai diventata, quello che doveva e poteva essere: un momento di raccoglimento e di unità espresso in una fiaccolata. La fiaccolata non c'era se non nei desiderata delusi di alcuni che con un cero si erano presentati, mentre nel giro di pochi secondi, l'appuntamento si è trasformato con le parole di Giovanni Esposito, fratello di Monica, promotore dell'evento sotto il nome di Verità e giustizia, in qualcosa di profondamente diverso. Nonostante la presenza della mamma di Monica, della sorella Veronica e dei famigliari sarebbero bastati per un significativo raccoglimento in memoria delle altre vittime. Del resto molti erano li per quello. E quello, di fatto, annunciava la locandina dell'evento diffusa sui social, ma la serata ha preso un’altra direzione. Subito.
Giovanni Esposito ha iniziato il proprio intervento attaccando l'ex sindaco Muzzarelli e la sua scelta di concedere allo scadere del proprio mandato, la proroga trentennale alla concessione a titolo gratuito alla comunità islamica dell'edificio di proprietà comunale, sede della moschea, in via delle Suore e ha accusato l'attuale sindaco Massimo Mezzetti di rappresentarne la continuità politica e di governo.
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Da lì, il passaggio è stato immediato, quasi ad un manifesto politico: 'Dobbiamo mandarli a casa', ha scandito Esposito rivolgendosi con lo sguardo al Municipio. Gli applausi dei circa 300 presenti non mancano ma diversi storcono il naso di fronte ad una distanza crescente tra ciò che si aspettavano e ciò che stava accadendo. Al microfono interviene anche Mattia Meschieri, referente del Comitato Modena Merita di più che aveva dichiarato di aderire all'iniziativa ma che in quel contesto si alterna al microfono quasi alla pari con Giovanni Esposito. 'Se Giovanni ha ringraziato il Prefetto per la piazza io non mi sento di farlo, perché la situazione sicurezza in città è da tempo insostenibile e sottovalutata. Modena è la città del primo attentato di questo tipo in Italia e si continua a minimizzare la questione, mentre il livello di sicurezza è crollato'

A rompere lo schema a cui ormai la serata si era avviata una donna dal pubblico che chiede il microfono esprimendo stupore per la direzione assunta dall'evento e riportando l’attenzione sul motivo originario dell’incontro.
'Ero venuta qui per rendere omaggio a Monica, all'esempio che con il suo gesto d'amore, donando gli organi, ha voluto dare. Sono d'accordo con quanto hanno detto Giovanni e Mattia sulla sicurezza, ma non mi aspettavo una manifestazione così', ha detto. 'I temi della sicurezza sono reali e condivisibili, ma forse non era questa la sede per affrontarli'. I presenti iniziavano a ridursi quando Luca Signorelli, l'uomo al quale va il merito di avere contribuito a fermare l'attentatore Salim El Koudri, una volta chiamato al microfono scatena la reazione dei presenti.
'I suo gesto non era un attacco agli Italiani'- afferma. Parole sufficienti per scatenare indignazione. Diversi lo accusano di giustificare il gesto e lo invitano ad andarsene. I toni si alzano, insieme allo scontro verbale. Al punto che la Digos è chiamata ad intervenire, ma solo per placare gli animi ed evitare che lo scontro verbale tra Signorelli e uno dei presenti portasse ad un contatto fisico. La serata ormai è fuori controllo, l'occasione per un momento di unità e silenzioso cordoglio è persa ed è chiaro che non si può recuperare. Aveva preso una piega irreversibile, non certo quella immaginata, non quella promessa e promossa.
Esposito invita a parlare un ragazzo musulmano, marocchino di seconda generazione, che ha portato una testimonianza sincera: 'Mi vergogno e mi arrabbio quando un mio connazionale commette reati. Dobbiamo essere grati all’Italia, quella in cui mio padre è arrivato decenni fa e si è integrato, dandomi la possibilità di nascere e vivere qui'. Un intervento accolto con rispetto, ma che non è riuscito a ricomporre il quadro di una serata sfuggita di mano.
Gli interventi tornano sul terreno della sicurezza. Mattia Meschieri, del comitato Modena Merita di più, torna al microfono parla delle segnalazioni quotidiane raccontando anche del sopralluogo fatto un'ora prima al parco Ferrari dove gli accampamenti abusivi ed i bivacchi determinano una situazione di degrado ed insicurezza fuori controllo. Una situazione della sicurezza drasticamente peggiorata anche quella che emerge dalle parole di un giovane modenese: 'Modena e i suoi parchi erano un sogno per me bambino e ragazzino, Oggi l'insicurezza regna sovrana ed viviamo nel paradosso di essere perseguiti più dei delinquenti. Sono accusato di lesioni personali nel momento in cui a scuola usai lo spray al peperoncino per difendermi da una aggressione da parte di un gruppo e sono stato rapinato tre volte da gruppi di nordafricani quando lavoravo per Just Eat, facendo le consegne. Ho sempre denunciato ma senza alcun esito'.
Molti, vedendo che la serata era altra da quella attesa, abbandonano la piazza, lasciando poco prima delle ore 22 un centinaio di persone sul posto. Tra questi anche i volti esterefatti di acuni esponenti politici presenti, tra cui i capigruppo di Lega e Fratelli d'Italia Giovanni Bertoldi e Luca Negrini. Una occasione persa per alcuni, una delusione per altri, un momento comunque di condivisione per chiedere giustizia e verità per altri. Intorno alle 22 tutti verso casa

Nella foto, parte delle persone presenti e, nei riquadri, sopra un momento dello scontro verbale tra Luca Signorelli e alcuni partecipanti e, sotto, Giovanni Esposito.

Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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