Giovanni Esposito ha iniziato il proprio intervento attaccando l'ex sindaco Muzzarelli e la sua scelta di concedere allo scadere del proprio mandato, la proroga trentennale alla concessione a titolo gratuito alla comunità islamica dell'edificio di proprietà comunale, sede della moschea, in via delle Suore e ha accusato l'attuale sindaco Massimo Mezzetti di rappresentarne la continuità politica e di governo. Da lì, il passaggio è stato immediato, quasi ad un manifesto politico: 'Dobbiamo mandarli a casa', ha scandito Esposito rivolgendosi con lo sguardo al Municipio. Gli applausi dei circa 300 presenti non mancano ma diversi storcono il naso di fronte ad una distanza crescente tra ciò che si aspettavano e ciò che stava accadendo. Al microfono interviene anche Mattia Meschieri, referente del Comitato Modena Merita di più che aveva dichiarato di aderire all'iniziativa ma che in quel contesto si alterna al microfono quasi alla pari con Giovanni Esposito. 'Se Giovanni ha ringraziato il Prefetto per la piazza io non mi sento di farlo, perché la situazione sicurezza in città è da tempo insostenibile e sottovalutata. Modena è la città del primo attentato di questo tipo in Italia e si continua a minimizzare la questione, mentre il livello di sicurezza è crollato'
A rompere lo schema a cui ormai la serata si era avviata una donna dal pubblico che chiede il microfono esprimendo stupore per la direzione assunta dall'evento e riportando l’attenzione sul motivo originario dell’incontro.
'I suo gesto non era un attacco agli Italiani'- afferma. Parole sufficienti per scatenare indignazione. Diversi lo accusano di giustificare il gesto e lo invitano ad andarsene. I toni si alzano, insieme allo scontro verbale. Al punto che la Digos è chiamata ad intervenire, ma solo per placare gli animi ed evitare che lo scontro verbale tra Signorelli e uno dei presenti portasse ad un contatto fisico. La serata ormai è fuori controllo, l'occasione per un momento di unità e silenzioso cordoglio è persa ed è chiaro che non si può recuperare. Aveva preso una piega irreversibile, non certo quella immaginata, non quella promessa e promossa.
Gli interventi tornano sul terreno della sicurezza. Mattia Meschieri, del comitato Modena Merita di più, torna al microfono parla delle segnalazioni quotidiane raccontando anche del sopralluogo fatto un'ora prima al parco Ferrari dove gli accampamenti abusivi ed i bivacchi determinano una situazione di degrado ed insicurezza fuori controllo. Una situazione della sicurezza drasticamente peggiorata anche quella che emerge dalle parole di un giovane modenese: 'Modena e i suoi parchi erano un sogno per me bambino e ragazzino, Oggi l'insicurezza regna sovrana ed viviamo nel paradosso di essere perseguiti più dei delinquenti. Sono accusato di lesioni personali nel momento in cui a scuola usai lo spray al peperoncino per difendermi da una aggressione da parte di un gruppo e sono stato rapinato tre volte da gruppi di nordafricani quando lavoravo per Just Eat, facendo le consegne. Ho sempre denunciato ma senza alcun esito'.
Molti, vedendo che la serata era altra da quella attesa, abbandonano la piazza, lasciando poco prima delle ore 22 un centinaio di persone sul posto. Tra questi anche i volti esterefatti di acuni esponenti politici presenti, tra cui i capigruppo di Lega e Fratelli d'Italia Giovanni Bertoldi e Luca Negrini. Una occasione persa per alcuni, una delusione per altri, un momento comunque di condivisione per chiedere giustizia e verità per altri. Intorno alle 22 tutti verso casa
Nella foto, parte delle persone presenti e, nei riquadri, sopra un momento dello scontro verbale tra Luca Signorelli e alcuni partecipanti e, sotto, Giovanni Esposito.



