L’applauso dell’aula ha accompagnato il conferimento, che peraltro ha coinciso con l’87esimo compleanno di Forghieri: “Sono commosso – ha dichiarato –, ricevere questo riconoscimento dalla mia città ha un valore assoluto. Durante la carriera ho avuto molte occasioni di andare a lavorare all’estero, ma ho sempre rifiutato perché avrebbe significato lasciare Modena. Anche quando mi sposto non perdo occasione di parlare della mia città, che amo profondamente e orgogliosamente, così come la amano tanti modenesi”. La delibera sulla cittadinanza onoraria, presentata in aula dal sindaco Muzzarelli, è stata votata all’unanimità dall’Assemblea. E Forghieri, ricevendo le chiavi di Modena, ha donato al Comune un’opera con una rappresentazione grafica delle vetture da Formula 1 da lui progettate negli anni.
La cerimonia è stata aperta dall’intervento del presidente del Consiglio Fabio Poggi, che ha ricordato come la straordinarietà di Forghieri risieda nella capacità di trasformare “la passione in mestiere e quindi in un’esperienza di successo, con competenze uniche e prodotti inimitabili”, dando a questo processo visibilità internazionale. Forghieri, quindi, è l’esempio “della Modena ‘normale’ che diventa ‘eccezionale’”. A seguire è stato proiettato in aula un video incentrato sulla storia professionale e personale dell’ingegnere: il filmato, della durata di circa quattro minuti, racconta attraverso immagini storiche e interviste alcuni momenti del suo percorso, concentrandosi pure sul rapporto con figure come il pilota Gilles Villeneuve ed Enzo Ferrari.
Fu proprio il Drake a scegliere Forghieri come capo del “Reparto Corse” di Maranello: una scelta lungimirante nei confronti dell’allora 27enne ingegnere, entrato in Ferrari ad appena due anni dalla laurea all’Università di Bologna, che dimostrò ben presto la competenza e il carisma che contribuirono poi negli anni ai numerosi successi della Rossa. A partire dal 1962, rivestendo il ruolo di responsabile del Reparto tecnico per le vetture da corsa di F1 e della categoria Sport prototipi, Forghieri guidò infatti le supercar modenesi alla vittoria di 54
Il percorso di Forghieri è stato sottolineato anche dall’intervento in aula del giornalista esperto di motori Leo Turrini, che, dopo averne citato il legame col territorio (“non ha mai rinunciato all’identità modenese”) e aver ricordato la scelta di Enzo Ferrari di nominarlo capo del Reparto Corse nonostante la poca esperienza (“allora si credeva nei giovani e si investiva nelle nuove generazioni”), ha messo l’accento sulla capacità di Forghieri di guardare al futuro. “Tante innovazioni da lui introdotte sono state poi adottate da tutti. Aveva visione: per esempio, nel 1990 realizzò per Lamborghini il primo furgone elettrico”.
In aula, assieme all’ingegnere, erano presenti la moglie Elisabetta Maurizzi e l’amico, nonché ex presidente del Consiglio comunale, Ennio Cottafavi.

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